Dal Tortonese all’Alto Monferrato: un itinerario tra borghi, colline e tavole identitarie
Ci sono territori che si comprendono davvero solo mettendo insieme paesaggio, cucina e storia quotidiana. La provincia di Alessandria è uno di questi. Questo itinerario di gusto, selezionato dai Ristoranti della Tavolozza, si snoda come un racconto continuo tra il Tortonese e l’Alto Monferrato, dove ogni tappa aggiunge un tassello alla lettura del territorio e ne restituisce l’anima più autentica.
Il viaggio inizia a Tortona, città di passaggio fin dall’epoca romana e crocevia naturale tra Milano, Torino e Genova. Prima di sedersi a tavola vale la pena rallentare: una passeggiata nel centro storico, dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta al Museo Diocesano, oppure una deviazione verso le colline dei Colli Tortonesi, dove i vigneti disegnano il paesaggio e il Timorasso racconta una viticoltura di carattere. Al Ristorante Il Carrettino la cucina traduce tutto questo in piatti concreti e riconoscibili: paste ripiene, risotti, carni di filiera e salumi prodotti in azienda. In stagione, le fragole di Tortona, presidio Slow Food, diventano il simbolo di una terra fertile, capace di sorprendere.
Lasciata Tortona, la strada sale dolcemente verso il Monferrato casalese, attraversando colline ordinate, vigneti e piccoli borghi. A Alfiano Natta si incontra uno dei luoghi più scenografici del percorso: il Castello di Razzano. Qui la visita al museo del vino e alla cantina storica diventa parte integrante dell’esperienza, così come la cucina che valorizza plin, paste fresche e carni piemontesi. Il panorama sulle colline, punteggiate di cascine e filari, chiarisce immediatamente perché il Monferrato sia oggi patrimonio UNESCO: un paesaggio agricolo vivo, modellato nel tempo dal lavoro dell’uomo.

Proseguendo verso sud si entra nell’Alto Monferrato, una zona più boschiva e meno addomesticata, ideale per chi ama i ritmi lenti e i silenzi della campagna. A Alice Bel Colle il viaggio incontra uno dei suoi elementi più identitari: il tartufo. Al Ristorante Vallerana la tavola è direttamente connessa al territorio. La ricerca nel bosco con il trifulau diventa esperienza culturale prima ancora che gastronomica, mentre in cucina arrivano tajarin, ravioli, bolliti serviti con il carrello e, quando la stagione lo consente, il profumo del tartufo a completare piatti che parlano di tradizione contadina e convivialità.
<figure class="image image_resized" style="width:100%;"></figure>L’ultima tappa è Ponzone, uno dei borghi più suggestivi dell’Appennino piemontese. Le strade si fanno più strette, i panorami si aprono verso le Alpi e i boschi circondano il paese, restituendo un senso di isolamento prezioso. Qui il Ristorante Malò interpreta la cucina dell’Alto Monferrato con piatti generosi e identitari: plin alle tre carni, bollito, fritto misto piemontese e salumi tipici come il filetto baciato. È la cucina delle feste di paese, delle domeniche lente, delle tavole che raccontano una comunità ancora profondamente legata ai propri riti.
Nel suo insieme, questo itinerario permette di capire davvero cosa vedere e cosa mangiare in provincia di Alessandria: castelli e borghi storici, colline vitate, boschi da tartufo e una cucina che cambia volto seguendo il paesaggio. Un viaggio in cui la tavola non è mai una semplice sosta, ma uno strumento di lettura del territorio, capace di unire gusto, memoria e identità.
Il meglio della Provincia di Alessandria in 5 eccellenze
Fragola di Tortona (Presidio Slow Food): Un gioiello raro e profumatissimo, simbolo della biodiversità dei Colli Tortonesi in primavera.
Vino Timorasso: Il bianco di carattere dei Colli Tortonesi, un vitigno autoctono che racconta la rinascita vitivinicola del territorio.
Il Tartufo di Alice Bel Colle: Un’esperienza che parte dal bosco con il trifulau e arriva in tavola per impreziosire i classici tajarin.
I Grandi Primi (Plin e Tajarin): Le paste fresche fatte a mano, dai celebri agnolotti del plin alle tre carni fino ai tagliolini sottili della tradizione contadina.
Il Filetto Baciato di Ponzone: Un salume tipico dell'Appennino piemontese che racchiude in un unico morso il gusto identitario dell'Alto Monferrato.


Claudio Porchia



