Le condizioni climatiche hanno sconsigliato di avventurarsi in bicicletta, ma Danilo Radaelli non si è dato per vinto e ci propone alcune fotografie di Monaco, raggiunto da Nizza con…mezzi pubblici. Oltre tutto molto meno faticosi!
Prima ancora di diventare uno dei Principati più celebri d’Europa, la Rocca di Monaco fu un rifugio naturale per le popolazioni primitive. Le tracce di questa presenza antica sono emerse in una grotta dei giardini di Saint-Martin, dove sono state rinvenute importanti vestigia archeologiche.
I primi insediamenti stabili risalgono ai Liguri, popolo montanaro noto per la resistenza fisica e la sobrietà dei costumi. La costa e l’attuale porto di Monaco costituivano probabilmente lo sbocco marittimo degli Oratelli di Peille, comunità ligure dell’entroterra.

Resta incerta l’origine del nome “Monaco”. Secondo una prima ipotesi, deriverebbe dalla tribù ligure dei Monoikos, stanziata sulla Rocca nel VI secolo a.C. Altri studiosi riconducono invece l’etimologia al greco.
In epoca antica, il porto era strettamente legato al culto di Eracle, Ercole per i Romani, spesso evocato nell’espressione “Heracles Monoikos”, ovvero “Eracle solitario”. Un legame ancora oggi visibile nel nome del principale scalo del Principato: il Porto Hercule.
Alla fine del II secolo a.C. la regione passa sotto il controllo romano ed entra a far parte della provincia delle Alpi Marittime. A testimonianza della presenza imperiale resta il Trofeo d’Augusto, eretto a La Turbie per celebrare le vittorie militari di Roma. In questo periodo, anche i traffici marittimi dei Fenici e dei Cartaginesi conoscono una fase di prosperità.
Con la caduta dell’Impero Romano, a partire dal V secolo, il territorio subisce ripetute incursioni e devastazioni da parte di popolazioni barbariche. Solo nel X secolo, dopo la cacciata dei Saraceni ad opera del conte di Provenza, la costa inizia lentamente a ripopolarsi.
La nascita del Monaco moderno si colloca nel XIII secolo. Il 10 giugno 1215 la famiglia genovese dei Ghibellini pose la prima pietra della fortezza destinata a diventare l’attuale Palazzo del Principe.
Per favorire l’insediamento della popolazione, i primi signori della Rocca concessero agevolazioni significative, tra cui terreni e esenzioni fiscali. Da oltre sette secoli, la storia del Principato è indissolubilmente legata alla dinastia dei Grimaldi, che nel 1997 ha celebrato l’anniversario della propria ascesa al potere.

Oggi la lingua ufficiale è il francese, mentre italiano e inglese sono ampiamente diffusi. Il monegasco, conosciuto come “u monegu”, resta una lingua identitaria, parlata soprattutto dagli anziani e insegnata nelle scuole del Principato. La moneta in uso è l’euro, con emissioni di monete monegasche.
Il motto ufficiale di Monaco e dei suoi principi riassume l’eredità storica e spirituale del Paese: “Deo Juvante”, ovvero “Con l’aiuto di Dio”.










Beppe Tassone



