C’è un punto preciso in cui la cucina smette di essere solo esecuzione e diventa racconto. È lì che si colloca il nuovo Chef’s Table di Adagio, al Relais Almaranto di Calamandrana, dove da aprile prende forma un’esperienza gastronomica intima e immersiva firmata dallo chef Mario Maniscalco. Siciliano di origine, piemontese d’adozione, Maniscalco costruisce la sua cucina su un equilibrio sottile: non una semplice contaminazione, ma un dialogo autentico tra due identità forti. Il risultato è un percorso che rilegge la tradizione con uno sguardo contemporaneo, mantenendo riconoscibili le radici ma lasciando spazio a nuove interpretazioni.
Lo Chef’s Table, pensato per un massimo di sei ospiti, porta la cucina direttamente davanti ai commensali. Le preparazioni prendono forma in tempo reale, tra fritture, cotture espresse e rifiniture che diventano parte dello spettacolo. Ma qui l’aspetto più interessante non è la tecnica in sé, quanto la relazione che si crea: lo chef racconta, dialoga, condivide. Il piatto non è più solo risultato, ma processo. Il menu si sviluppa attraverso una sequenza di piccoli assaggi, “one bite” che condensano sapori, memoria e territorio. Emergono così reinterpretazioni di grandi classici: dai capunet ai plin, fino a un arancino che diventa simbolo di incontro tra Nord e Sud.

Tra le creazioni più significative, l’arancino di guancia racconta perfettamente questa filosofia: riso Gigante di Vercelli che racchiude una guancia di vitello cotta lentamente, con richiami al Moscato di Canelli, in un equilibrio tra profondità piemontese e forma siciliana. Accanto, il capunet di tonno di coniglio rilegge un classico della tradizione piemontese, lavorando su consistenze e contrasti: la delicatezza della carne, le note aromatiche delle erbe, la verza che avvolge e una componente acida che pulisce e rilancia il gusto.
L’esperienza si svolge all’interno dell’Accademia Adagio, la scuola di cucina del relais, che per l’occasione si trasforma in uno spazio teatrale. Qui ogni gesto è visibile, ogni passaggio raccontato, ogni dettaglio condiviso.
"La mia cucina nasce dall’incontro tra Sicilia e Piemonte – spiega Maniscalco – Non cerco di stravolgere la tradizione, ma di interpretarla attraverso il mio vissuto". Ed è proprio questo il punto: una cucina personale, ma mai autoreferenziale, capace di mettere in relazione territori, storie e persone. Il risultato è un’esperienza che va oltre il fine dining classico. Più che una cena, un dialogo continuo tra chi cucina e chi assaggia, dove il tempo si dilata.
Almaranto offre quindi molto più di un semplice soggiorno, è un’immersione totale in un mondo di bellezza, gusto e sostenibilità. Un rifugio per coloro che cercano non solo riposo, ma anche un arricchimento per l’anima.
Si trova a Calamandrana in provincia di Asti, in Regione Quartino, 6
adagio-calamandrana.it


Claudio Porchia



