Dietro ingredienti apparentemente semplici come zafferano, vaniglia o aromi naturali si nasconde un universo complesso, dove qualità e autenticità sono spesso messe alla prova da frodi e adulterazioni. Un mercato in forte crescita, che vale miliardi di euro, ma che proprio per questo richiede strumenti sempre più sofisticati di controllo.
È in questo scenario che si inserisce il progetto SNIF – Safer and more Sustainable Natural Ingredients for Food Industry, che vede tra i protagonisti l’Istituto di Ricerche Chimiche e Biochimiche “G. Ronzoni”, insieme al Politecnico di Milano e al CNR. L’obiettivo è chiaro: garantire autenticità, sicurezza e sostenibilità degli ingredienti naturali destinati all’industria alimentare.
Il cuore del progetto è l’utilizzo di tecnologie avanzate, come la risonanza magnetica nucleare (NMR) e la metabolomica, in grado di “leggere” la composizione chimica degli alimenti e identificarne una vera e propria impronta digitale. Grazie a queste analisi è possibile verificare con precisione l’origine botanica e geografica degli ingredienti, distinguendo prodotti autentici da quelli adulterati.
Un passaggio cruciale, soprattutto per materie prime ad alto valore come lo zafferano, spesso soggetto a sofisticazioni con spezie simili, o per la vaniglia naturale, la cui domanda è in costante crescita.
Accanto alla ricerca scientifica, SNIF introduce un elemento innovativo: la creazione di un database pubblico di riferimento, costruito su campioni certificati. Un archivio condiviso che permette alle aziende di confrontare i propri prodotti con standard verificati, aumentando la trasparenza lungo tutta la filiera e riducendo il rischio di frodi. È l’approccio dell’open science, che trasforma la ricerca in uno strumento concreto al servizio del mercato e dei consumatori. La collaborazione tra enti di ricerca e industria diventa così un fattore strategico per garantire qualità e affidabilità.
Ma il progetto guarda anche oltre, affrontando il tema della sostenibilità. L’obiettivo è sviluppare nuovi ingredienti ed esaltatori di gusto attraverso processi biotecnologici e fermentativi, capaci di ridurre il consumo energetico rispetto ai metodi tradizionali. Un passaggio chiave per un’industria alimentare sempre più attenta all’impatto ambientale. SNIF si configura quindi come un modello di lavoro integrato, che unisce ricerca, innovazione e applicazione industriale. Un percorso destinato a incidere in modo concreto sul futuro del food europeo, rafforzando la competitività del settore e offrendo al consumatore una garanzia sempre più solida: quella di un cibo autentico, tracciabile e sostenibile.

Istituto di Ricerche Chimiche e Biochimiche G. Ronzoni. Fondato nel 1927 dal filantropo Luigi Ronzoni in memoria della madre Giuliana, l’Istituto G. Ronzoni si dedica allo studio e allo sviluppo di conoscenze nei settori della chimica e della biochimica, a beneficio della società. Riconosciuto come Fondazione privata senza scopo di lucro dal 1952, ha mantenuto nel tempo un forte impegno nella formazione scientifica, investendo risorse significative nella crescita dei giovani ricercatori. Le sue attività sono finanziate dal patrimonio della Fondazione, da contributi pubblici e privati e da donazioni, confermando il ruolo dell’Istituto come punto di riferimento nella ricerca chimica e biochimica.



Claudio Porchia



