News | 21 maggio 2026

Biodiversità, il futuro parte dai territori: Slow Food rilancia l’allarme

Dalla tutela delle razze autoctone ai Presìdi alimentari, Terra Madre 2026 a Torino celebrerà il patrimonio agroalimentare a rischio

La Capra Sempione foto Slow Food

La Capra Sempione foto Slow Food

La biodiversità non è soltanto una questione ambientale: riguarda il futuro dell’agricoltura, della produzione alimentare e della capacità dei territori di resistere ai cambiamenti climatici. In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità del 22 maggio, Slow Food Italia richiama l’attenzione sull’importanza di agire a livello locale per proteggere varietà agricole, razze autoctone e culture alimentari tradizionali.

Un tema che sarà al centro anche di Terra Madre Salone del Gusto 2026, in programma a Torino dal 24 al 27 settembre, dove verranno presentati gli Atlanti dell’Arca del Gusto, grande progetto di mappatura della biodiversità agroalimentare italiana realizzato con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Per Slow Food la biodiversità rappresenta un “bene comune primario”, fondamentale per rendere i sistemi agricoli più resilienti di fronte alla crisi climatica, alle pandemie e alla diffusione delle monocolture intensive. Non si tratta solo di conservare prodotti rari, ma di difendere economie locali, saperi contadini e modelli agricoli sostenibili.

Tra i casi simbolo citati da Slow Food c’è quello della capra Sempione, rara razza autoctona piemontese oggi a rischio scomparsa. Grazie alla collaborazione tra allevatori, associazioni e Università di Torino è stato avviato un progetto di recupero per salvare gli ultimi esemplari rimasti. Da oltre quarant’anni Slow Food porta avanti questo lavoro attraverso progetti come l’Arca del Gusto e i Presìdi, strumenti che valorizzano prodotti, tecniche e comunità legate ai territori. Un patrimonio spesso fragile, ma sempre più strategico anche per il futuro della gastronomia e del turismo sostenibile.

Redazione