Libri | 22 maggio 2026

"Mia nonna mangiava i fiori"

I fiori nel piatto (e nel dessert): la pasticceria poetica di Iginio Massari e Giacomo Danesi

"Mia nonna mangiava i fiori"

La mia libreria vanta una ricca collezione di volumi dedicati all'uso dei fiori in cucina. Pensavo sinceramente di conoscere tutti i titoli più importanti dedicati all’argomento, ma mi sbagliavo.

Questo splendido libro mancava alla mia collezione ed è arrivato tra le mie mani grazie a un graditissimo regalo dell'amico Emanuele Roncalli, giornalista e critico enogastronomico. Riceverlo da un professionista del suo calibro mi ha fatto davvero un enorme piacere e ha colmato una lacuna che non sapevo di avere. Se pensate che l’utilizzo dei fiori in cucina sia soltanto una moda recente, questo volume del 2008 edito da Vannini vi farà ricredere, rivelandosi un piccolo gioiello d’avanguardia.  "Mia nonna mangiava i fiori" è un'opera a quattro mani nata dall'inedito incontro tra la penna ironica del giornalista Giacomo Danesi e il rigore millimetrico del Maestro dei Maestri pasticceri, Iginio Massari.

Il libro, Il libro, composto da 112 pagine arricchite dalle colorate vignette di Chiara Bonomi, rifiuta fin da subito la noia della botanica scientifica per abbracciare il racconto, il mito e la cultura popolare. Danesi traccia un percorso leggero e divertente tra aneddoti e storie legate ai fiori eduli, trasformando la lettura in un piacevole spaccato di costume. Il vero colpo di scena culinario, però, arriva quando la parola passa a Iginio Massari. In questo volume, il Maestro non utilizza i petali come semplice decorazione estetica per abbellire il piatto, ma li eleva a veri e propri ingredienti strutturali dell'alta pasticceria.

La vera particolarità e il punto di forza del libro risiedono proprio nell'audacia degli accostamenti: Massari riesce a traghettare nel mondo dei dolci alcuni fiori che, per tradizione radicata, siamo abituati a vedere esclusivamente in preparazioni salate. Sfidando le convenzioni, il Maestro dimostra come la delicatezza e le note aromatiche di queste piante possano legarsi magnificamente agli zuccheri e alle consistenze della pasticceria, aprendo a sfumature aromatiche inattese. Un pezzo da collezione per gli amanti della gastronomia e, come nel mio caso, una scoperta preziosa anche per chi pensa di conoscere già tutto sulla cucina con i fiori.

Claudio Porchia