Alla fine dell’Ottocento Giuseppe Jacono avviò la produzione vitivinicola nelle contrade Biddini, di Vittoria uno dei principali centri siciliani per l’esportazione del vino verso la Francia. Era il 1870 e il Frappato, già protagonista della produzione familiare, viaggiava spedito verso i mercati francesi: una vocazione internazionale che avrebbe accompagnato la storia dell’azienda molto prima che Valle dell’Acate ne assumesse il nome. Intorno al 1910 arrivarono le prime esportazioni, mentre negli anni Sessanta del Novecento Giuseppe Jacono entrò in azienda inaugurando una fase nuova, segnata da una crescente attenzione alla ricerca della qualità. Nel 1981 nacque il marchio Valle dell’Acate, espressione di un progetto che continuava a mettere al centro i vitigni autoctoni del Sud-Est siciliano; nel 1993 gli antichi ambienti della cantina ovvero l’Antico Palmento e la Dispensa furono oggetto di un recupero e di una ristrutturazione totale, restituendo alla tenuta luoghi fondamentali della sua memoria produttiva.

Nel 1995 entrò in azienda Gaetana Jacono, sesta generazione della famiglia, dopo la laurea in Farmacia, con l’incarico di occuparsi dello sviluppo commerciale internazionale. Da allora il suo lavoro ha accompagnato l’azienda verso una dimensione sempre più ampia, portando il Frappato a confrontarsi con mercati e culture del vino lontani dall’isola e mantenendo al centro i vitigni autoctoni come patrimonio produttivo e culturale della tenuta. La sua azione ha intrecciato apertura internazionale, ricerca e sostenibilità: nel 2018 Valle dell’Acate è diventata azienda biologica al 100%. È proprio attorno a questo vitigno che si può leggere il percorso compiuto da Gaetana: da una parte la continuità di una famiglia che lo coltiva dalla fine dell’Ottocento, dall’altra la ricerca di nuove chiavi per interpretarlo e renderne riconoscibile l’identità. Il Frappato di Vittoria DOC è oggi indicato dalla stessa azienda come uno dei vertici della produzione e viene riconosciuto dalla critica enologica internazionale come il “migliore Frappato di Sicilia”; un risultato ottenuto da Gaetana insieme all’enologo Carlo Casavecchia.

7 TERRE PER 7 VINI
La ricerca prosegue oggi nella contrada Biddini Sottana, dove il Frappato Vigna Biddine Sottana nasce da 1,88 ettari di terra nera, limo e grandi ciottoli bianchi che custodiscono il clone piantato da Giuseppe Jacono alla fine del XIX secolo e reimpiantato a spalliera nel 2020. Il percorso compiuto dal vino assume così una direzione precisa: dalle prime botticelle destinate alla Francia fino ai mercati internazionali contemporanei, il Frappato rimane il filo conduttore di una storia familiare che ha saputo cambiare scala senza perdere il riferimento alla propria terra. Il dato più interessante, però, è che questa crescita internazionale procede insieme a un movimento inverso: tornare sempre più vicino alla parcella, la microzona di terreno vitato. I 70 ettari biologici di Valle dell’Acate sono distribuiti su sette differenti tipologie di suolo, individuate attraverso oltre cinquant’anni di ricerca, sperimentazione e analisi; da qui nasce “7 Terre per 7 Vini”, progetto che associa ogni varietà alla terra ritenuta più adatta a esprimerne carattere e precisione. Nel caso del Frappato, il luogo decisivo è Biddini Sottana, dove un piccolo vigneto di 1,88 ettari conserva terra nera, limo e grandi ciottoli bianchi. Qui è stato recuperato il clone di Frappato piantato da Giuseppe Jacono alla fine del XIX secolo e reimpiantato a spalliera nel 2020. Da questa vigna nasce il Frappato Vigna Biddine Sottana, prodotto dal 2024 e affinato in acciaio per otto mesi e poi in bottiglia per almeno cinque: un vino di contrada ossia l’equivalente italiano, in particolare siciliano del concetto francese di “Cru” che porta dentro l’etichetta stessa la memoria del luogo, richiamando l’antico nome Biddine e una bottiglia del 1906 della Fattoria Biddini. È un passaggio significativo nella ricerca di Gaetana Jacono: dopo aver portato il Frappato sui mercati internazionali, il lavoro si concentra oggi sulla possibilità di leggerne le differenze più sottili, fino alla singola vigna. Anche la critica ha riconosciuto questa traiettoria: il Frappato 2021 di Valle dell’Acate ha ottenuto 94 punti da VinePair, che lo ha indicato tra i migliori Frappati sul mercato.

Il Frappato rimane così il punto da cui osservare l’intera Valle dell’Acate. Attorno a lui si comprende il rapporto fra famiglia e ricerca, fra vitigno autoctono e suolo, fra memoria agricola e mercato contemporaneo. Il Cerasuolo di Vittoria DOCG (nato dall’unione di Frappato e Nero d’Avola e unica DOCG siciliana) ne rappresenta l’altra grande espressione, mentre Tané, Iri da Iri, BDN, Il Moro, Zagra e Thymbra ampliano la lettura dei diversi terreni della tenuta. La scelta biologica, certificata dal 2018, e i progetti di sostenibilità completano un percorso nel quale la qualità passa attraverso un lavoro paziente sulle parcelle e sulle varietà. Ma è nel Frappato che questa storia trova la sua forma più nitida: un vino nato nel cuore della Sicilia sud-orientale, capace di una freschezza che lo rende immediatamente gastronomico e contemporaneo, e oggi studiato con la precisione riservata ai grandi vitigni di territorio. Approfondire la conoscenza di Valle dell’Acate, significa entrare nel progetto dalla sua bottiglia più identitaria: quella che Gaetana Jacono ha portato lontano e che oggi torna a essere apprezzata più da vicino, nella sua culla, la terra di Biddini Sottana.

I VINI
Il Frappato – Vittoria DOC
Da uve Frappato delle contrade Biddine Soprana e Sottana, su terre nere ricche di ciottoli bianchi, vinifica e affina in acciaio per preservare integrità varietale e fragranza. Rubino luminoso, esprime ciliegia, lampone, mora, rosa e leggere note balsamiche. Il sorso è fresco, agile e vibrante, con tannino fine e finale persistente.
Frappato Vigna Biddine Sottana – Vino di Contrada
Una parcella di 1,88 ettari custodisce il clone storico della famiglia Jacono, reimpiantato nel 2020 su terra nera, limo e grandi ciottoli bianchi. Otto mesi in cemento e almeno dieci in bottiglia ne definiscono l’affinamento. Frutti rossi maturi, mora, lampone, rosa e sfumature di confettura precedono un palato strutturato, tannico e di lunga persistenza.
Tané – Nero d’Avola
Suoli cretosi e sabbiosi color ocra, basse rese e accurata selezione delle uve costruiscono la personalità di questo Nero d’Avola, affinato in legno. Il profilo olfattivo alterna frutto scuro maturo, spezie e accenti balsamici. La bocca è intensa e strutturata, con tannino fitto ma composto, buona verticalità e finale persistente.
Iri da Iri – Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG
L’altopiano di Biddine Soprana, con suoli sabbiosi rosso-aranciati, ospita questa singola vigna di Nero d’Avola e Frappato, rispettivamente 60% e 40%. Il legno accompagna l’evoluzione senza sovraccaricare il frutto, seguito da un lungo affinamento in bottiglia. Frutti rossi, spezie e balsamicità precedono un sorso profondo, fresco e tannicamente elegante.
BDN – Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG
Le terre rosse di Biddine Soprana mettono in equilibrio Nero d’Avola e Frappato, affidando al primo la struttura e al secondo la fragranza e la dinamica. Dodici mesi tra botti e tonneaux, quindi almeno nove mesi in bottiglia, completano l’affinamento. Frutto rosso maturo, spezie e sfumature balsamiche accompagnano un palato armonico, fresco e persistente.
Il Moro – Nero d’Avola
A circa 120 metri, il terreno scuro di medio impasto con piccole pietre favorisce drenaggio e profondità radicale, mentre l’affinamento di 9-12 mesi alterna legno, acciaio e bottiglia. Prugna, amarena, piccoli frutti rossi e cacao compongono il bouquet, con accenti speziati. Il sorso è pieno e armonico, sostenuto da tannini morbidi e persistenti.
Zagra – Grillo
La matrice gialla sabbioso-argillosa dei vigneti prossimi alla costa, insieme alla ventilazione marina, imprime al Grillo una spiccata impronta salina. Quattro mesi in acciaio e quattro in bottiglia preservano freschezza e definizione aromatica. Zagara, fiori bianchi, agrumi e richiami minerali anticipano un palato verticale, sapido, strutturato e persistente.
Thymbra – Vermentino
La terra bianca a prevalenza calcarea ospita un progetto evoluto dal Vermentino in purezza al blend di Vermentino, Moscato e Chardonnay, introdotto dal 2025. La composizione valorizza la complessità della parcella e ne mantiene il carattere mediterraneo. Profilo floreale e agrumato, tensione minerale e freschezza definiscono un sorso elegante, articolato e persistente.
Fil d’Oro – Frappato Metodo Ancestrale
La fermentazione viene arrestata con il freddo e riprende in bottiglia dopo l’imbottigliamento con tappo a corona, senza aggiunta di zuccheri o lieviti. Il metodo ancestrale produce una carbonica fine e cremosa, mantenendo intatta la fragranza del Frappato. Pompelmo, melograno e scorza d’arancia caratterizzano il bouquet, con un sorso fresco, agile e agrumato.










