News | 18 giugno 2022

Nizza: "Lucia Marcucci. Les secrets du langage", fino al 28 agosto al MAMAC (Foto)

Realizzate con ritagli di riviste e pubblicità, accompagnate da messaggi in stile fumetto, le opere reinterpretano le questioni politiche e sociali degli anni ’60 e ’70, sottolineando la condizione delle donne e la mercificazione della loro immagine

Nizza: "Lucia Marcucci. Les secrets du langage", fino al 28 agosto al MAMAC (Foto)

Fino al 28 agosto 2022, la Galleria Contemporanea del MAMAC di Nizza ospita la prima mostra personale di Lucia Marcucci in Francia: “Lucia Marcucci. I segreti del linguaggio”.

Non c'è dove posare lo sguardo, 2012

La mostra mette a confronto tra le opere degli anni '60 e '70, i riferimenti alle questioni socio-politiche dell'epoca, e gli ultimi lavori degli anni 2000 dell'artista italiana, le critiche alla pubblicità e alla cultura dominante.
L'abbondanza di parole, messaggi e immagini invitano ad immergersi nell'universo poetico dell'artista.

Our lady, 2009

Nata a Firenze nel 1933, Lucia Marcucci è uno dei principali rappresentanti della poesia visiva in Italia e una delle figure di spicco del Gruppo 70 al quale ha aderito nel 1965. Gli artisti di questo gruppo miravano a rivalutare il linguaggio in un'epoca nella quale i media popolari si sviluppavano freneticamente.
La parola diventa così un oggetto a se stante, dotato di una propria autonomia in mezzo ai nuovi sistemi di comunicazione. Il rapporto tra "immagine" e "parola" diventa il loro campo di sperimentazione preferito e il collage, il loro mezzo espressivo preferito.

Sacro, 2012
 

Create con ritagli di riviste e pubblicità accompagnate da messaggi in stile fumetto, le opere di Lucia Marcucci reinterpretano, con provocazione e ironia, le questioni politiche e sociali del tempo, sottolineando in particolare la condizione delle donne nella società contemporanea e la mercificazione della loro immagine.

Aa, Bb, Cc, 1977
 
Nei primi anni '70 l'artista, come altri poeti visivi, sperimenta l'uso della tela emulsionata (tecnica del trasferimento fotografico), in molti casi appropriandosi di immagini della Storia dell'Arte. Il bianco e nero e la tinta piatta che ne deriva le consentono di rendere incisiva la contrapposizione o, talvolta, la sottolineatura di testo e immagine. Dal 1976 le opere rivelano le tracce della sua presenza fisica attraverso la scrittura manuale. Slogan e immagini sono più autobiografici.

È guerra d’eroi, 1965

I lavori più recenti (2000 – 2012), propongono una ricerca ibrida tra poesia, musica, performance e comunicazione di massa e soprattutto richiamano la straordinaria potenza dell'immagine. Nella serie “Città Larga”, le opere sono realizzate manipolando un tipo di pubblicità stradale, diffusa e onnipresente all'inizio del millennio: gli striscioni di stoffa appesi ai lampioni delle aree urbane. Queste pubblicità spesso veicolano immagini progettate secondo logiche popolari che non si discostano mai dai cliché più radicati. L'artista li utilizza per cambiarne il significato o accentuare l'assurdità del rapporto tra l'immagine e il testo.


 

Ecologia, 1973

Il lavoro di Lucia Marcucci è stato messo in evidenza al MAMAC nelle mostre collettive “She-Bam Pow Pop Wizz!” Les Amazones du POP”, 2020-21 e “Vita Nuova. Nouveaux enjeux de l’art en Italie 1960-1975”, estate 2022.

L’offesa, 1964

La mostra « Lucia Marcucci. Les secrets du langage » può essere visitata al MAMAC fino al 28 agosto 2022 : il Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain de Nice si trova in Place Yves Klein.

.


Beppe Tassone

Ti potrebbero interessare anche: