News | 12 dicembre 2025

La cucina con i fiori conquista anche Fabio Fazio e Luciana Littizzetto

Nell’ultima puntata di “Che Tempo Che Fa”, i fiori non sono un dettaglio estetico, ma un mezzo di espressione gastronomica a tutti gli effetti.

La cucina con i fiori sta conquistando un pubblico sempre più ampio, attirando l’attenzione di gastronomi, ristoratori, appassionati e – come dimostra la televisione – anche dei grandi divulgatori della cultura pop. A confermarlo è la puntata del 7 dicembre di “Che Tempo Che Fa”, in onda sul canale Nove, dove Fabio Fazio e Luciana Littizzetto hanno dedicato uno spazio al tema dei fiori eduli in cucina. L’intervista è disponibile nel sito ufficiale della trasmissione: https://nove.tv/programmi-nove/che-tempo-che-fa.

Ospiti della puntata sono stati Alberto Daniotti, floricoltore e titolare di un’azienda agricola di Vidigulfo (PV), specializzata in erbe aromatiche e fiori eduli, e Lorenzo Lunghi, chef del ristorante Torre della Fondazione Prada di Milano, uno degli interpreti più interessanti della nuova cucina botanica contemporanea.

Durante il dialogo con Fazio e Littizzetto – ironico e leggero come la cifra stilistica del programma impone – sul tavolo sono comparsi fiori freschi, erbe spontanee e petali. Chef Lunghi ha presentato alcune preparazioni in cui i fiori – borragine, acetosella, nasturzio – non erano una semplice finitura decorativa, ma ingredienti capaci di portare acidità, aromaticità, piccantezza, note vegetali e sfumature cromatiche uniche.

Se l’ironia della Littizzetto ha strappato più di una risata ammiccando alla presunta “stranezza” dei fiori nel piatto, la presenza dei due esperti ha avuto un effetto molto diverso: normalizzare un linguaggio culinario che da anni cresce nelle cucine d’autore e, sempre più spesso, anche nei ristoranti di territorio. Mostrare i fiori come ingredienti e non come ornamento ha rappresentato un passaggio importante. Per molti spettatori probabilmente è stata la prima occasione per vedere, sullo stesso tavolo, ciò che spesso si immagina solo in fotografie patinate: nasturzi, calendule, viole, borragine, tagete, fiori d’aglio e di rosmarino, tutti interpreti di un ricettario contemporaneo in rapida evoluzione.

La cucina con i fiori, infatti, non è una moda effimera. È parte di un movimento più ampio che include attenzione alla stagionalità, valorizzazione delle micro-colture, ricerca di nuovi sapori vegetali, estetica naturale e non artificiosa del piatto e interesse crescente per sostenibilità e biodiversità.

Negli ultimi anni la richiesta di fiori commestibili è in aumento costante, non solo negli ambienti gourmet, ma anche tra gli appassionati di cucina domestica. Corsi, workshop e manuali dedicati ai fiori in cucina stanno trovando un pubblico sempre più curioso e ricettivo.

Che se ne parli in televisione, anche con un pizzico di ironia, è un segnale positivo: ogni volta che i fiori eduli entrano nel dibattito pubblico, contribuiscono a dissipare pregiudizi, mostrarsi per ciò che sono – ingredienti ricchi di gusto – e far crescere conoscenza e consapevolezza. La partecipazione di Daniotti e Lunghi a “Che Tempo Che Fa” ha segnato un altro piccolo passo nel percorso di valorizzazione della cucina con i fiori.

Colorati, aromatici, versatili, sostenibili: i fiori eduli stanno conquistando cuochi, appassionati e ora anche la grande televisione italiana. E la loro ascesa, puntata dopo puntata, menù dopo menù, sembra solo all’inizio.

Come direttore del Festival Nazionale della Cucina con i Fiori e presidente dell’Associazione Ristoranti della Tavolozza, non posso che esprimere una profonda soddisfazione nel vedere questo tema approdare sul grande schermo e raggiungere il vasto pubblico televisivo. Da oltre dieci anni lavoriamo per promuovere i fiori in cucina come veri ingredienti, studiandone le potenzialità, valorizzandone il gusto e sostenendo chi li coltiva e chi li utilizza con competenza. Vedere oggi questo percorso riconosciuto e condiviso su scala nazionale è motivo di orgoglio personale e professionale, e conferma che la strada intrapresa – fatta di ricerca, cultura gastronomica e divulgazione – è quella giusta. Il futuro della cucina con i fiori è luminoso, proprio come i suoi colori.

Claudio Porchia