Eventi | 06 marzo 2026

La Cucina Bianca incanta il Villaggio dei Fiori di Sanremo

Un viaggio tra Liguria e Piemonte nel segno della tradizione pastorale, raccontato da Antonio Galante e Claudio Porchia

La Cucina Bianca incanta il Villaggio dei Fiori di Sanremo

Applausi e partecipazione per la serata dedicata alla Cucina Bianca che si è svolta al Villaggio dei Fiori di Sanremo, davanti a un pubblico numeroso e attento. Un appuntamento che ha riportato in tavola una delle tradizioni gastronomiche più autentiche dell’arco ligure-alpino, capace di raccontare con semplicità la vita delle valli, il ritmo delle stagioni e la memoria delle famiglie contadine.

La Cucina Bianca è infatti molto più di una scelta cromatica. Il termine non indica soltanto l’aspetto dei piatti, ma una vera filosofia culinaria: l’assenza di pomodoro e di ingredienti fortemente colorati lascia spazio a latte, burro, patate, farine, formaggi freschi ed erbe spontanee. Ingredienti essenziali, spesso poveri ma nutrienti, che nascono da una cucina di montagna legata alla transumanza e alla vita dei pastori che per secoli si sono spostati tra la costa ligure e gli alpeggi dell’entroterra.

Una tradizione che porta in tavola ciò che la terra offriva: latticini freschi, patate, legumi chiari, farine e l’immancabile aglio. Piatti semplici, pensati per sostenere il lavoro nei campi e la fatica dei pascoli, ma oggi capaci di raccontare una cultura gastronomica precisa e riconoscibile.

La serata è stata condotta dal giornalista Claudio Porchia, curatore della rassegna gastronomica del Villaggio dei Fiori, affiancato da Antonio Galante, sindaco di Cosio d’Arroscia e anima del ristorante Cadò. Con competenza e ironia Antonio ha guidato il pubblico tra ricette, parole di dialetto e ricordi personali legati alla cucina di casa, evocando il patrimonio gastronomico delle vallate alpine.

Momento clou della serata è stata la presentazione delle Turle di Cosio. Lo chef Giuliano Tomasini  del ristorante Cadò ne ha svelato i segreti, confermando come questo piatto iconico si appresti a ottenere la prestigiosa De.Co. (Denominazione Comunale). Un traguardo che non è solo una certificazione, ma un atto di resistenza culturale per un borgo che, attraverso i suoi sapori, continua a parlare al mondo. 

Il menù proposto è stato un vero viaggio tra Liguria e Piemonte, dove ogni piatto custodisce un frammento di storia. L’apertura è stata affidata al Turtun di patate “in ta folia”, simbolo dell’entroterra ligure, dove la patata diventa struttura e sostanza del piatto. 

A seguire la Streppa e Caccia là, pasta fresca irregolare strappata a mano e condita con essenzialità, quindi la Gallina stufata con agliè, accompagnata da patate alle erbe amare, esempio perfetto di cucina contadina lenta e saporita.

In chiusura i Friscio de mè, frittelle di mele della tradizione, dolce semplice e familiare che riporta alla memoria la cucina domestica delle vallate.

A conclusione della serata, il sindaco Antonio Galante ha rivolto un invito al pubblico presente a tornare a Cosio d’Arroscia domenica 19 luglio, in occasione della tradizionale Festa delle Erbe e della Lavanda, appuntamento estivo dedicato ai profumi della montagna, alla cucina del territorio e alle erbe spontanee che da sempre caratterizzano la cultura gastronomica delle valli. 

Tra gli applausi di un pubblico numeroso e attento, la serata si è chiusa con la consapevolezza che la Cucina Bianca sia, oggi più che mai, un patrimonio gastronomico che merita di essere preservato.

Marina Salvetto