Si è conclusa presso l’Istituto di Istruzione Superiore “E. Ruffini – D. Aicardi” di Arma di Taggia la terza edizione del concorso regionale “Il Miglior Sommelier della Liguria Junior”, evento promosso e coordinato con lungimiranza dall’AIS Liguria. A conquistare il gradino più alto del podio per le classi quinte è stato il diciottenne sanremese Luca Notari, studente proprio dell’istituto ospitante.

Da membro della giuria, ho trovato questa iniziativa di AIS Liguria non solo riuscita, ma profondamente significativa: investire sulle nuove leve significa gettare le basi per il futuro della cultura del vino in Italia. Il livello espresso dalle scuole partecipanti è stato complessivamente molto alto, segno di un lavoro serio e capillare svolto sul territorio.
Un sentito ringraziamento e i complimenti vanno ad AIS Liguria, nelle persone del presidente Marco Rezzano e del coordinatore regionale Roberto Lauriana, per aver creduto e investito con determinazione in questo progetto. Un plauso va anche all’Istituto Alberghiero di Taggia, che ha ospitato la finale con professionalità e attenzione, contribuendo in modo concreto alla riuscita dell’evento.

La selezione è stata rigorosa. Le prove scritte, volutamente impegnative, hanno scremato il gruppo iniziale di quaranta candidati portando in finale solo i sei migliori (tre per sezione), evidenziando una preparazione tecnica davvero solida. Nelle prove pratiche, tuttavia, è emersa la sfida più grande: gestire l’emozione di fronte a una giuria. Se la competenza tecnica è ormai un patrimonio condiviso da molti finalisti, a fare la differenza è stata la capacità di comunicare. Il vincitore, Luca Notari, ha convinto non solo per il sapere da quasi accademico, ma per la naturalezza e la "leggerezza narrativa" con cui ha saputo presentare il vino.
Oggi, a uno chef o a un sommelier non basta più "sapere": deve saper raccontare. Torna in mente la provocazione di Bruno Gambarotta, che anni fa suggeriva di introdurre lo studio della recitazione negli istituti alberghieri. La sala moderna è a tutti gli effetti un palcoscenico; il servizio non è più solo un compito tecnico, ma un’esperienza teatrale da condividere con il pubblico.

La premiazione finale, accolta da applausi quasi "da stadio" per tutti i ragazzi, è stato il segnale più incoraggiante della giornata. Tra i giovani c’è una passione vibrante e una voglia di mettersi in gioco che rappresenta un patrimonio umano immenso.
L’auspicio è che questo concorso continui a crescere e che l'esperienza ligure possa ritrovare presto quella dimensione nazionale che le apparteneva in passato. Coinvolgere sempre più scuole e territori è la strada maestra: è proprio da questi banchi di scuola che passa il futuro della sommellerie italiana.




















Claudio Porchia



