Nella Dolce Vita della Valtènesi il Groppello trova la sua dimora esclusiva e si orienta verso est, così che la luce del primo mattino accompagni la maturazione senza eccessi termici, preservando una buccia sottile e delicata che diventa la chiave espressiva dei Valtènesi Rosé. Il risultato prende forma in vini artigianali di grande precisione, nati da una filiera corta e leggibile in ogni passaggio. La Valtènesi appartiene alla denominazione Riviera del Garda Classico DOC e si configura come una sottozona di particolare rilievo nel panorama italiano: oltre 102 produttori, circa 500 ettari vitati e una produzione che raggiunge i 3 milioni di bottiglie annue. Due terzi delle aziende vinificano e imbottigliano direttamente, dando continuità a un modello familiare in cui ogni scelta resta legata alla terra. La comunità dei vignaioli custodisce un sapere tramandato, con una dimensione agricola che si esprime attraverso gesti precisi e quotidiani, sostenuti da una responsabilità condivisa. Il rosé qui assume una centralità autentica: nasce come vino pensato fin dall’origine per quella forma espressiva, destinato alla tavola e alla convivialità, capace di evolvere nel tempo con naturalezza e coerenza.

Questa inclinazione trova una codifica storica nel 1896, quando Pompeo Molmenti definì un metodo destinato a segnare il destino enologico del territorio. Il cosiddetto Metodo Molmenti introduceva una lavorazione misurata delle uve Groppello, con una breve macerazione sulle bucce che permettesse di ottenere un colore tenue e una struttura elegante. La tecnica, conosciuta come “vinificazione con svinatura per alzata di cappello”, prevedeva che le uve restassero a contatto con le bucce per poche ore, generando quello che veniva definito “vino di una notte”. Da questo gesto tecnico prendeva forma un rosé capace di restituire freschezza, finezza e precisione aromatica. L’intuizione di Molmenti anticipava orientamenti che avrebbero trovato diffusione internazionale molti decenni più tardi, imprimendo alla Valtènesi una direzione chiara e riconoscibile. Oggi il territorio prosegue lungo questa traiettoria con una rinnovata consapevolezza: il lavoro del Consorzio e l’attenzione crescente dei mercati internazionali rafforzano la posizione della Valtènesi come punto di riferimento nella geografia contemporanea del vino italiano, dove tradizione e ricerca procedono in equilibrio dinamico.

La Valtènesi si distende tra lago e colline con un carattere quasi mediterraneo, pur trovandosi sotto l’arco alpino: il Lago di Garda mitiga il clima, mentre i venti Ander e Peler mantengono i vigneti in condizioni ideali, favorendo sanità e integrità delle uve. In questo ambiente prosperano ulivi, limoni, capperi e agavi, delineando un paesaggio agricolo di grande peculiarità. I suoli morenici, ricchi di minerali e naturalmente drenanti, conferiscono ai vini tensione, struttura e una spiccata sapidità. Il Groppello resta il cuore della produzione: varietà come Gentile, di Mocasina e di Santo Stefano condividono una natura esigente, con rese contenute e una sensibilità che restituisce vini di grande finezza aromatica, segnati da note speziate e frutti rossi, con una trama agile e profonda.
La Valtènesi approda a Vinitaly 2026, dove riafferma il proprio ruolo con un’area rinnovata all’interno del Palaexpo, nello spazio indicato dalle fonti come stand B7 del Consorzio. L’attenzione si concentra sui 130 anni del Metodo Molmenti (1896–2026), filo conduttore di una narrazione che attraversa il tempo e restituisce identità al territorio.

L’allestimento introduce ambienti immersivi e momenti di degustazione pensati per avvicinare il pubblico alla cultura del Valtènesi, insieme al format “Valtènesi tra amici”, previsto nelle giornate del 13 e 14 aprile. Oltre 60 cantine partecipano alla collettiva, con un focus dedicato al Valtènesi DOC Rosé, interprete principale della denominazione.
Lo stand diventa così un punto d’incontro diretto con i produttori, dove il racconto del territorio si traduce in esperienza concreta, tra calici e confronto, e dove la tradizione del lago continua a rinnovarsi attraverso le persone che la interpretano ogni giorno.







Fulvio Tonello



