Vini | 08 aprile 2026

Il Monregalese: il cocktail che racconta Mondovì tra fiori, aromi e territorio

Alla Fiera di Primavera debutta la creazione della barlady Ottavia Castellaro: nel bicchiere il Rakikò locale e i profumi della Nigella

Il Monregalese: il cocktail che racconta Mondovì tra fiori, aromi e territorio

C’è un modo nuovo di raccontare un territorio, ed è farlo attraverso un cocktail. Succede a Mondovì, dove in occasione della Fiera di Primavera dell’11 e 12 aprile debutta “Il Monregalese”, la nuova creazione firmata dalla barlady Ottavia Castellaro. Un drink che non è solo una ricetta, ma una sintesi aromatica del territorio, costruita con ingredienti identitari e una precisa idea di racconto.

Al centro della composizione c’è il Rakikò di Mondovì, distillato locale che rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della tradizione monregalese. Un prodotto che porta con sé storia, artigianalità e una forte radice territoriale, qui utilizzato come base strutturale del cocktail. Accanto al Rakikò, il vermouth bianco extra dry introduce una nota elegante e asciutta, mentre l’elemento più originale è rappresentato dalla soda ai semi di Nigella, ottenuta attraverso un’infusione che estrae le componenti aromatiche di questo fiore tanto discreto quanto sorprendente.

La Nigella, spesso conosciuta come “fiore nero” o “cumino nero”, porta nel bicchiere profumi speziati e leggermente tostati, contribuendo a costruire un equilibrio raffinato tra freschezza e profondità. È proprio questo elemento botanico a dare al cocktail una firma distintiva, capace di legare il mondo floreale – sempre più centrale nella gastronomia contemporanea – con quello della mixology. La costruzione è volutamente essenziale, in stile “American cocktail”: pochi ingredienti, lavorati direttamente nel bicchiere, per un risultato immediato ma non banale. Il servizio nel tumbler basso, con ghiaccio pieno e una zest di limone, completa un profilo pensato per accompagnare sia l’aperitivo sia il dopocena. 

“Il Monregalese” si inserisce così nel programma della Fiera non solo come proposta di degustazione, ma come vero e proprio gesto culturale: un modo per tradurre in linguaggio contemporaneo le materie prime locali, dando loro una nuova voce. A Mondovì, per due giorni, sarà possibile assaggiarlo. Ma soprattutto, sarà possibile leggere nel suo equilibrio una storia fatta di fiori, aromi e identità.

Marina Salvetto