Nel dialogo tra il TrentoDoc Dosaggio Zero Riserva Oro Rosso 2020 e l’Oro Rosso Blanc de Noirs Riserva TrentoDoc 2019 si concentra una delle chiavi più autentiche della lettura enologica della Val di Cembra. Due Riserve disposte su un medesimo asse territoriale, dove la matrice porfirica diventa struttura identitaria e segno gustativo ricorrente. In questo contesto la valle si manifesta come territorio vocato in senso pieno: i vigneti, esposti prevalentemente a sud e ventilati dall’Ora del Garda, beneficiano di un microclima particolarmente favorevole e di forti escursioni termiche, condizioni che incidono in modo decisivo sulla sanità dei grappoli e sulla complessità aromatica dei vini. Qui il suolo detta il passo ne è la firma: la natura franco-sabbiosa e minerale dei terreni porfirici si intreccia con un percorso di zonazione avviato negli anni ’80, che ha consentito di leggere e valorizzare ogni singola sfumatura del terroir, traducendo la geologia in espressione enologica. All’indomani del Vinitaly 2026, la degustazione avvenuta nell’accogliente stand della cantina ha confermato questa impostazione, restituendo un confronto coerente, preciso e costruito sulla profondità più che sull’impatto immediato.

L’elemento strutturale (ed identitario) del paesaggio sono i muretti a secco che fin dal Quattrocento nella Val di Cembra disegnano con continuità e rara bellezza il panorama alpino, con oltre 700 chilometri di terrazzamenti in pietra. Oggi questo sistema è riconosciuto come Patrimonio UNESCO inserito dal 2020 nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici. Ne deriva un equilibrio complesso tra intervento umano e natura perché i muretti preservano il suolo, impediscono dissesti idrogeologici e sostengono una biodiversità diffusa che diventa parte integrante dell’identità viticola. In questo scenario si inserisce il prezioso lavoro di circa trecento famiglie che trasformano pendenze anche superiori al 40% ad altitudini che raggiungono i 900 metri in una viticoltura di precisione estrema.

Val di Cembra @Federico Bontempi
Oro Rosso nasce proprio da questa matrice geologica. È un omaggio al porfido, roccia effusiva di origine vulcanica che da millenni modella la valle e ne sostiene la cultura materiale. Le sue sfumature rosse attraversano i versanti e si riflettono nei suoli dove la vite affonda le radici, generando una lettura gustativa riconoscibile: sapidità, freschezza e persistenza diventano conseguenza diretta della roccia.
In questo ambiente Oro Rosso Blanc de Noirs Riserva 2019 TrentoDoc, è espressione intensa e profonda del Pinot Nero, il quale conserva freschezza e precisione traducendo le escursioni termiche in una struttura verticale e dinamica. Le uve, raccolte a mano su pendii scoscesi, vengono lavorate con delicatezza, vinificate a temperatura controllata e affinate (sul Blanc de Noirs) per un anno e mezzo sui lieviti prima in acciaio, per poi passare in bottiglia per 48 mesi. Inoltre, sia Blanc de Noirs che Dosaggio Zero sono impreziosite da un 15% di vini di riserva (della stessa varietà) di annate precedenti e lasciate riposare in legno molto “scarico”. Il risultato è un TrentoDoc di grande carattere, dal colore giallo paglierino attraversato da riflessi ramati e da un perlage elegante e continuo. Nel naso emergono piccoli frutti rossi e crosta di pane, sostenuti da una marcata impronta minerale. All’assaggio si definisce una progressione verticale e intensa, con acidità viva e una sapidità che richiama con precisione la matrice rocciosa del territorio.

Val di Cembra @Federico Bontempi
Sul versante complementare, il Dosaggio Zero Riserva Oro Rosso 2020 TrentoDoc da uve Chardonnay interpreta la stessa origine con un registro differente, più teso e luminoso. La sua nascita si colloca in un’annata climaticamente equilibrata, priva di eccessi termici, nella quale l’evoluzione delle uve si è svolta con regolarità. Le piogge estive non hanno creato criticità e hanno favorito, per le varietà a bacca bianca, una maturazione armonica: acini croccanti, buccia consistente, sanità elevata e un tenore zuccherino equilibrato. Da questo contesto prende forma un TrentoDoc profondo e cremoso, figlio di una vocazione territoriale che ha trasformato i pendii della valle in un paesaggio agricolo di rara coerenza estetica. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso e un perlage fitto e persistente; al naso emergono frutta gialla matura, orzo e richiami di pasticceria. L’assaggio restituisce una lettura verticale e sapida, sostenuta da una mineralità nitida che amplifica la tensione del sorso.

Nel confronto tra le due Riserve si coglie così una doppia declinazione della stessa idea di montagna: il Blanc de Noirs costruisce profondità e struttura, il Dosaggio Zero esprime linearità e tensione. Due interpretazioni che nascono dalla stessa roccia, dalla stessa quota e dallo stesso sguardo sul territorio e che al Vinitaly hanno trovato una sintesi convincente nella capacità di raccontare la Val di Cembra come uno dei territori più coerenti e riconoscibili del Metodo Classico Italiano.


Fulvio Tonello



