Vini | 05 maggio 2026

VINCHIO VAGLIO: vini eccellenti fra vigne storiche, territorio e sentieri naturali

Oltre sessant’anni di cooperazione, patrimonio Unesco e il prezioso "sentiero dei nidi"

VINCHIO VAGLIO: vini eccellenti fra vigne storiche, territorio e sentieri naturali

La cantina Vinchio Vaglio nasce alla fine degli anni Cinquanta dall'iniziativa di diciannove viticoltori, decisi a unire le forze per affrontare il mercato con maggiore solidità. Da quel nucleo originario, la cooperativa è cresciuta fino a contare oggi circa duecento soci: una comunità di vignaioli che coltiva con dedizione oltre cinquecento ettari di vigneto.

Il cuore della produzione batte nei comuni di Vinchio e Vaglio Serra, nell'astigiano, ma le radici della cooperativa si estendono anche ai territori di Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Mombercelli e Nizza Monferrato. Questi quattrocento ettari sono un mosaico geologico di argille, marne e sabbie, che definiscono il carattere di una delle denominazioni più ricche del Piemonte. Dal 2014, queste colline fanno parte del Patrimonio Mondiale UNESCO all’interno del sito “Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato”. È un riconoscimento alla secolare attività agricola che ha modellato i pendii, trasformandoli in un sistema ordinato dove i filari si alternano a boschi e cascine storiche.

SENTIERO DEI NIDI: UN PERCORSO TRA NATURA E STORIA RURALE

Il legame con la terra trova espressione nel Sentiero dei Nidi, inaugurato nel 2020. Si tratta di un itinerario che attraversa le vigne storiche e i boschi ai margini della Riserva Naturale della Val Sarmassa. Il nome del sentiero riprende gli storici casot, le piccole strutture rurali un tempo utilizzate come deposito attrezzi o come rifugio notturno per i vignaioli durante la sorveglianza dei filari. Oggi questi casot sono tappe di un cammino che unisce escursionismo e cultura contadina. Il sentiero parte e ritorna alla cantina Vinchio Vaglio, dove una nuova ala dedicata all’accoglienza enoturistica permette agli ospiti di ritirare cestini con prodotti locali. La passeggiata si trasforma in una vera merenda sinoira, dal dialetto piemontese sin-a (cena), una "merenda che vale per cena", che anticipa la cena. In questo ambito, la cantina stessa funge da “nido” e punto di aggregazione per i soci: piccoli proprietari di appezzamenti spesso inferiori ai due ettari (o due "moggia", secondo l'antica unità di misura locale) che hanno scelto di non abbandonare la terra per preservarne il valore produttivo.

Il vitigno simbolo del Monferrato è la Barbera, protagonista assoluta della produzione della cantina. Vinchio Vaglio ne valorizza in modo eccellente le diverse sfumature attraverso una rigorosa selezione dei cru (vigneti singoli). Nel 1986, in controtendenza rispetto alla prassi dell’epoca che prevedeva l'espianto dei vecchi vigneti, la cantina adottò la visione dell’enologo Giuliano Noè: si scelse di preservare le parcelle con oltre cinquant'anni di età per creare il progetto “Vigne Vecchie”, un’intuizione che ha salvato e valorizzato la memoria storica del territorio. Nel 2009 è nato il Vigne Vecchie 50°, proveniente dagli stessi vigneti che oggi, in alcuni casi, superano gli ottant’anni e rappresentano il vertice qualitativo della selezione aziendale.

Sotto la guida del presidente Lorenzo Giordano, del direttore Marco Giordano e dell’enologo Matteo Laiolo, la cantina ha affinato la tecnica della zonazione, individuando i terreni più vocati per la Barbera d’Asti e per la Nizza DOCG. L'obiettivo è esprimere la massima identità del suolo mantenendo fede alla filosofia cooperativa: un equilibrio costante tra eccellenza enologica e accessibilità. Tra le etichette di riferimento spicca la Barbera d’Asti Superiore “I Tre Vescovi”, un vino che sintetizza freschezza, struttura e l'essenza schietta del Monferrato.

Presso l’Osteria del Treno a Milano, la dirigenza di Vinchio Vaglio ha guidato lo scorso marzo 2026 un approfondimento tecnico sulle diverse espressioni della Barbera, poi riprese con varie degustazioni anche nello stand veronese, dove la lettura del vitigno si è raccontata in una gamma coerente e progressiva.

Si è aperto con Sorì dei Mori 2024 (Barbera d’Asti DOCG), dal colore rubino brillante con riflessi violacei; il profilo olfattivo richiama piccoli frutti rossi, ciliegia croccante e violetta, con un accenno floreale che ne definisce la freschezza. Il sorso è dinamico, sostenuto da una viva acidità e da una tessitura agile, con chiusura sapida che accompagna la beva. Quindi a I Tre Vescovi 2023 (Barbera d’Asti Superiore), dove il frutto si fa più maturo e stratificato: ciliegia piena, prugna e una speziatura dolce ben integrata. In bocca la struttura si distende con maggiore ampiezza, sostenuta da una trama acida precisa e da un tannino levigato che conduce a un finale persistente e ordinato. Con Vigne Vecchie 50° 2023 (Barbera d’Asti DOCG) emerge la profondità dei vigneti maturi: amarena, prugna scura e leggere sfumature balsamiche si intrecciano a note di sottobosco. Il palato mostra equilibrio tra concentrazione e finezza, con una tessitura tannica ben calibrata e una progressione gustativa che privilegia precisione e continuità. Laudana 2022 (Nizza DOCG) introduce una dimensione più ampia e territoriale, con un profilo aromatico giocato su frutto scuro, liquirizia e spezie. La bocca è piena, stratificata, con una struttura importante sostenuta da freschezza e da una chiusura lunga, coerente con l’impostazione del Nizza. Vigne Vecchie 2021 (Barbera d’Asti DOCG) si ritrova un equilibrio maturo: frutti neri, tabacco, cenni di sottobosco e una lieve nota evolutiva che arricchisce il quadro. Il sorso è pieno, con tannino fitto ma ben integrato e una persistenza che valorizza la profondità del vino. Sei Vigne InSynthesis 2019 rappresenta la sintesi di diverse parcelle selezionate: mora, cacao, spezie e una componente leggermente tostata delineano un profilo complesso. La struttura è importante, con concentrazione evidente e una maturità del frutto che si traduce in ampiezza e continuità gustativa. Con Vigne Vecchie 2006 (Barbera d’Asti Superiore) il tempo entra nel bicchiere: ciliegia confit, cuoio, spezie e note terziarie restituiscono un quadro evoluto e articolato. Il sorso mantiene vitalità, con una freschezza ancora presente che sostiene la profondità e prolunga la chiusura. Infine, Sei Vigne InSynthesis 2016 (Barbera d’Asti Superiore DOCG) chiude il percorso con un profilo maturo e complesso, dove frutta nera, tabacco dolce e spezie si fondono in un insieme coerente. La struttura è ampia, il tannino ben risolto e il finale lungo, espressione compiuta di una Barbera pensata per il tempo.

Questa selezione rappresenta il risultato tangibile di un lavoro che unisce la cura del singolo filare alla visione di una comunità ampia e radicata. Ogni bottiglia restituisce continuità agricola, coerenza tecnica e identità paesaggistica, in un equilibrio che accompagna tutte le interpretazioni della cantina. La presenza della cantina Vinchio Vaglio al Vinitaly 2026 si inserisce in questo percorso con una proposta solida, costruita su risultati produttivi e su una lettura della Barbera sempre più precisa. Vinchio Vaglio è arrivata all’appuntamento veronese con una gamma che valorizza la Barbera d’Asti in tutte le sue espressioni, mantenendo un rapporto qualità-prezzo che resta uno dei tratti distintivi della cooperativa. Lo stand è stato un punto di sintesi tra lavoro in vigna, ricerca enologica e capacità di interpretare il mercato, confermando il ruolo della cantina tra le realtà cooperative più affidabili e riconoscibili del Monferrato.

  Fulvio Tonello