Eventi | 18 Luglio 2026

Buonissima 2026: Niko Romito e Jeremy Chan alla GAM di Torino

Buonissima 2026 presenta “Contemporanea”, il nuovo evento simbolo del festival: Niko Romito e Jeremy Chan firmano un pranzo e una cena site-specific alla GAM di Torino.

Dal 21 al 25 ottobre Torino tornerà a essere uno dei principali punti di riferimento della gastronomia internazionale grazie alla sesta edizione di Buonissima, il festival che negli anni ha costruito un dialogo originale tra cucina, arte e patrimonio urbano. Il programma prevede oltre 150 appuntamenti distribuiti nell’arco di cinque giorni e la partecipazione di più di cento chef italiani e stranieri.

L’edizione 2026 introduce una novità destinata a diventare uno dei momenti più significativi del festival: “Contemporanea”, un progetto ideato appositamente per gli spazi della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (GAM).

Per la prima volta dall’apertura della sede di via Magenta nel 1959, la GAM ospiterà un evento gastronomico progettato specificamente per i propri ambienti. Non si tratterà semplicemente di una cena d’autore, ma di un’esperienza pensata in relazione con l’architettura del museo, la luce naturale e il valore culturale degli spazi.

L’appuntamento sarà articolato in due momenti, un pranzo e una cena, riservati a quaranta ospiti attorno a un’unica tavola imperiale. L’aperitivo introduttivo si svolgerà in uno spazio affacciato sul giardino del museo, mentre il cuore dell’esperienza prenderà forma nella storica Sala del Riposo.

Due visioni della cucina contemporanea

Protagonisti di “Contemporanea” saranno Niko Romito, chef del Reale di Castel di Sangro, e Jeremy Chan, anima del ristorante Ikoyi di Londra. Pur provenendo da percorsi molto differenti, i due chef condividono un approccio fondato sulla ricerca e sull’innovazione. Romito ha costruito negli anni una cucina essenziale, precisa e riconoscibile, basata sull’intensità del gusto e sulla leggerezza. Chan, invece, è considerato una delle figure più originali della scena internazionale, grazie a una proposta culinaria libera da schemi geografici e profondamente personale. L’obiettivo dell’incontro non sarà realizzare una tradizionale cena a quattro mani, ma sviluppare un dialogo tra due differenti interpretazioni della contemporaneità gastronomica.

Quando cucina e museo parlano lo stesso linguaggio

Il titolo dell’evento richiama non soltanto il museo che lo ospita, ma anche l’idea di una cucina capace di confrontarsi con il presente attraverso tecnica, ricerca e creatività. La scelta della GAM assume anche un significato simbolico. Proprio mentre il museo si prepara a un importante progetto di riqualificazione, apre i propri spazi a un linguaggio artistico diverso, confermando una visione sempre più interdisciplinare della cultura. Secondo il presidente della Fondazione Torino Musei, Massimo Broccio, l’iniziativa anticipa lo spirito del futuro museo: uno spazio aperto, internazionale e inclusivo, nel quale discipline differenti possano dialogare e arricchirsi reciprocamente.

Le parole degli chef

Per Niko Romito, cucinare all’interno della GAM rappresenta al tempo stesso un privilegio e una sfida. Lo chef sottolinea come il confronto con Jeremy Chan nasca da valori condivisi, pur partendo da linguaggi gastronomici profondamente diversi, con l’obiettivo di offrire un’esperienza dal forte contenuto culturale. Jeremy Chan racconta invece di essersi ispirato alle visite compiute al Reale di Castel di Sangro, considerato uno dei luoghi che più hanno influenzato la sua visione della cucina come espressione dell’identità personale. Per l’occasione, i due chef stanno lavorando a un menu completamente inedito.

Buonissima, un festival che racconta Torino

Anche nel 2026 Buonissima conferma la formula che ne ha decretato il successo: mettere in relazione alta cucina e tradizione popolare, ristoranti stellati e trattorie storiche, musei, piazze e quartieri della città. Il claim “Cibo, Arte e Bellezza” continua a rappresentare la filosofia del festival, che negli anni ha trasformato Torino in un laboratorio dove la gastronomia dialoga con il patrimonio artistico e culturale. Con “Contemporanea”, Buonissima compie un ulteriore passo in questa direzione, proponendo un’esperienza che supera il concetto di evento gastronomico e si presenta come un incontro tra discipline diverse, nel quale la cucina diventa parte integrante dello spazio museale senza perdere la propria identità.