C’è un modo di parlare di cibo che va oltre la cucina e un modo di raccontare il vino che diventa racconto di uomini, paesaggi e comunità. È questo il messaggio lasciato dalla serata che Sale in Zucca ha dedicato al centenario della nascita di Luigi Veronelli, protagonista di uno degli appuntamenti più partecipati della dodicesima edizione della rassegna culturale promossa dal Comune di Riva Ligure – Assessorato alle Manifestazioni.
Ideata dodici anni fa dal giornalista Claudio Porchia, che fin dalla prima edizione ne cura la direzione artistica e conduce tutti gli incontri, Sale in Zucca si è affermata come uno degli appuntamenti culturali più interessanti dell’estate ligure, capace di unire letteratura, attualità, enogastronomia e valorizzazione del territorio attraverso il dialogo con autori e protagonisti della cultura italiana. L’incontro dedicato a Veronelli ha richiamato un pubblico numeroso che ha gremito piazza Matteotti, confermando l’interesse verso una figura che continua a rappresentare un punto di riferimento per chi considera il cibo e il vino non semplici prodotti, ma espressioni autentiche della cultura di un territorio.
Filosofo di formazione, giornalista, editore e scrittore, Luigi Veronelli ha rivoluzionato il linguaggio dell’enogastronomia italiana. È stato il primo a mettere al centro del racconto il lavoro dei contadini, dei vignaioli e dei piccoli produttori, anticipando temi oggi centrali come la biodiversità, la sostenibilità, la tutela delle produzioni locali e il rapporto tra qualità e identità territoriale. Un pensiero che, a cento anni dalla nascita, conserva una sorprendente attualità.

A guidare il pubblico nella riscoperta della sua eredità culturale sono state Tiziana Martino, autrice del volume De.Co., e Maria Luisa Alberico, che ha presentato Abbeccedario Dionisiaco. Due libri diversi ma accomunati dalla volontà di raccontare il territorio attraverso il cibo e il vino, seguendo proprio la visione di Veronelli.
Con Tiziana Martino il dialogo si è concentrato sulle Denominazioni Comunali (De.Co.), l’intuizione con cui Veronelli immaginava di tutelare non soltanto un prodotto, ma l’identità stessa delle comunità locali. Le De.Co. sono state presentate come strumenti capaci di custodire tradizioni, ricette, saperi e produzioni che rischiano di scomparire, trasformando il patrimonio gastronomico in una leva di sviluppo culturale e turistico.
Maria Luisa Alberico ha invece accompagnato il pubblico in un viaggio nel linguaggio del vino, ricordando come Veronelli avesse insegnato a raccontare ogni bottiglia attraverso le persone, i luoghi e le storie che ne stanno all’origine. Un modo di comunicare il vino che oggi appare più moderno che mai, soprattutto in un’epoca in cui il turismo cerca autenticità, esperienze e legami con il territorio.

La serata ha assunto anche un significato concreto per il futuro del territorio. La presenza della presidente del Consiglio comunale di Fossano, Simona Giaccardi, ha dato vita a un interessante confronto sul ruolo delle De.Co. nella valorizzazione delle eccellenze locali. Dal dialogo è nata la proposta del vicesindaco di Riva Ligure, Francesco Benza, di avviare un gemellaggio tra Riva Ligure e Fossano nel segno della promozione delle rispettive tradizioni enogastronomiche.
Sempre sul tema delle identità territoriali, Tiziana Martino ha manifestato la disponibilità a collaborare con il Comune di Riva Ligure per avviare il percorso di riconoscimento della De.Co. della tradizionale torta dolce di zucca, specialità che rappresenta uno dei simboli gastronomici del paese e che potrebbe così entrare a pieno titolo nel patrimonio delle produzioni identitarie locali.
L’incontro ha dimostrato come il pensiero di Veronelli continui a essere uno straordinario strumento di lettura del presente. Parlare di vino, di cibo e di prodotti tipici significa oggi parlare di paesaggio, turismo, sostenibilità, biodiversità e comunità. Temi che attraversano il mondo del viaggio e dell’enogastronomia e che rappresentano uno degli elementi distintivi dell’offerta turistica italiana.
È proprio questa la forza di Sale in Zucca: utilizzare i libri come punto di partenza per riflettere sul territorio e costruire occasioni di confronto tra amministratori, studiosi, autori e cittadini. Un modello di rassegna culturale che, anno dopo anno, continua a crescere e a richiamare un pubblico sempre più numeroso, dimostrando come la cultura possa diventare uno strumento concreto di promozione turistica e valorizzazione delle identità locali.
La dodicesima edizione proseguirà con nuovi appuntamenti dedicati alla storia, alla musica, all’ambiente e ai protagonisti della cultura italiana, confermando la vocazione di Sale in Zucca a essere uno spazio aperto di incontro, partecipazione e dialogo, dove il racconto del territorio diventa occasione per comprenderne il passato e immaginarne il futuro.














