Il Mare Hotel ha sempre avuto un’allure tutta sua, quasi magnetica. Era il luogo degli aperitivi estivi — glamour, eleganti — sulla spiaggia di Savona. Un posto storico che, visto da fuori, forse non invitava a entrare… eppure quella grande scritta, in cima alla costruzione più alta, diventava ogni settimana la meta attesa perfino dai “discotecari” di Alassio.
La cena “con i piedi nell’acqua”, come la chiameremmo oggi: tavoli a un passo dal mare, profumo di pesce fresco — tanto pesce — e attorno quel brulicare di chiringuiti che, per un attimo, ti facevano dimenticare di essere davvero a Savona.

Pesce, chiringuiti, aperitivi, musica, Mare Hotel: erano tutte parole che avevano un’unica custode, Pervinca Tiranini. L’anima creativa, l’art director autentica di quel mondo, dell’hotel e del suo ristorante storico, l’amatissimo “a Spurcacciuna”.
“Belin, guarda cosa mi hanno portato poco fa i pescatori!”, diceva entrando nella sala del ristorante affacciata sul mare, con un grande plateau d’argento tra le mani. Non era per vantarsi. Era per condividere. Per mostrare, quasi con orgoglio materno, la bellezza degli ingredienti che amava: i pesci e il mare. Sempre.
Il suo sorriso abbracciava più di qualsiasi maître.
La sua cura per il ristorante era quella di una guardiana affettuosa: ogni dettaglio, l'enorme ulivo, protetto come memoria di suo fratello Claudio, anche lui volato via troppo presto.
Eppure so — lo sento — che il tuo mare non ti ha portata via davvero.

So che, da qualche parte, sulla spiaggia del Mare Hotel, ti ritroverò.
Seduti sotto gli ombrelloni del tuo chiringuito rinnovato, a sorseggiare un gin tonic mentre il sole cala piano.
Ciao Pervinca.
(Il tuo nome, lo sai? L’ho cercato. In tutta Italia appartiene solo a te. E non poteva essere altrimenti. ❤️)





Chiara Vannini



