News | 30 novembre 2025

Il ritorno di un mestiere antico nel cuore del Vieux-Nice: la Cordonnerie

In una bottega che sembra un cabinet de curiosités, la giovane artigiana Manon Nicolet ridà vita alla cordonnerie, tra riparazioni su misura e creazioni di pelle che raccontano un nuovo modo di consumare. Le fotografie sono di Silvia Assin

Nel dedalo di vicoli del Vieux-Nice, dove il tempo pare scorrere con un ritmo diverso, c’è un indirizzo che suscita curiosità e fa fermare i passanti.

Rue Droite ospita una piccola bottega dalla porta sempre aperta, un luogo che ricorda un cabinet de curiosités: luci soffuse, jazz di sottofondo, oggetti in cuoio appesi ovunque, profumo di materiali che tornano a nuova vita.

È qui che, da quasi due anni, la giovane artigiana Manon Nicolet, niçoise, ha scelto di restituire dignità a un mestiere che sembrava destinato all’oblio: la cordonnerie.

L’ingresso in questo mondo, raccontano vicino a lei, sarebbe avvenuto quasi per caso. Gli studi liceali, a indirizzo umanistico, non sembravano bastare a una personalità spiccatamente manuale.

 

La scoperta del lavoro di botteria, durante una giornata informativa dei Compagnons du Devoir, avrebbe poi tracciato la rotta: realizzare scarpe su misura, modellare il cuoio, trasformare un’abilità artigiana in professione. In poche settimane la decisione era presa e il percorso avviato.

Oggi, nel suo atelier, si alternano riparazioni di scarpe, borse e giacche in pelle, con un’attenzione certosina alla cordonneria tradizionale.

Accanto a questo, una produzione personale di piccola pelletteria: astucci, cinture, portacarte. Tra gli articoli più richiesti, narrano i frequentatori abituali, figurano i porta-boules per la pétanque e le classiche “bananes”, diventate autentici best-seller. Come in un laboratorio di sartoria, i clienti possono scegliere pelli e colori, componendo oggetti su misura.

Secondo chi osserva il settore dall’interno, il mestiere del cordonnier starebbe vivendo una vera rinascita.

 

Il desiderio crescente di ridurre gli sprechi e l’abitudine sempre più diffusa all’acquisto di seconda mano creano nuove esigenze: modifiche, adattamenti, riparazioni.

Così, accanto alla clientela tradizionale, sempre più trentenni e quarantenni si rivolgono a professionisti come Nicolet per preservare calzature di qualità. Anche i più giovani, soprattutto liceali legati al mondo delle sneakers, sarebbero diventati clienti regolari: un segno dei tempi, in cui la scarpa sportiva è ormai un accessorio di moda da curare.

Per l’artigiana, l’apertura della bottega nel quartiere dove è cresciuta rappresenta una conquista personale e un privilegio.

La vita del Vieux-Nice, animata dal via vai dei residenti e dalla solidarietà tra commercianti, crea un microcosmo vivace, in cui il rapporto con i clienti diventa parte integrante del mestiere.

 

Chi la conosce parla di una clientela affezionata, di dialoghi che rendono unica la routine quotidiana, in un lavoro che non sempre garantisce questa dimensione umana.

Guardando avanti, l’intenzione sarebbe quella di avviare atelier di creazione, grazie a una formazione specifica intrapresa proprio per poter trasmettere il savoir-faire artigiano.

Parallelamente, prosegue il progetto di ampliare la linea di creazioni personali, mantenendo però la cordonnerie come cuore pulsante dell’attività.

In una città dove tradizione e modernità convivono, la bottega di rue Droite sembra raccontare una storia controcorrente: quella di un mestiere necessario che trova un nuovo respiro, grazie a chi ha deciso di ridargli voce con passione, precisione e un tocco di poesia artigiana.


 

Beppe Tassone