Cibo | 03 gennaio 2026

La storica Fagiolata di San Defendente a Castiglione ha proposto l’opzione senza carne [FOTOGALLERY]

Dopo la sfilata dei Batì e la benedizione, il pranzo che da oltre otto secoli unisce la comunità di Castiglione

Anche quest'anno il fumo dei paioli ha avvolto le colline a est di Asti, rinnovando una promessa che dura da oltre otto secoli. Si è consumato il rito della storica Fagiolata di San Defendente a Castiglione, un evento che ha confermato la sua capacità di essere molto più di una semplice sagra: un vero momento di identità collettiva e solidarietà concreta.

Per la Pro Loco "La cASTIglionese" e per gli oltre 80 volontari coinvolti, la giornata è iniziata prestissimo. Già dalle 5.30 del mattino, in piazza San Defendente, sono stati accesi i fuochi sotto gli oltre 40 grandi paioli di rame, necessari per portare a lenta cottura circa 400 chili di fagioli e oltre 150 chili tra costine e cotiche. La vera novità di questa 826esima edizione, accolta con curiosità e apprezzamento dai partecipanti, è stata l'introduzione di una variante vegetariana, segno di una tradizione che sa evolversi per accogliere tutti.

Il cerimoniale, invece, ha rispettato fedelmente la scaletta storica. La mattinata si è aperta alle 10.45 con la celebrazione della Santa Messa, seguita dalla caratteristica sfilata delle 11.30. Il corteo ha visto sfilare la Confraternita dei Batì, le figure storiche dei "poveri e ligere", le autorità e il parroco don Luigino Trinchero, fino al momento solenne delle 12: la benedizione dei legumi e il tradizionale incanto delle "Carità".

Subito dopo, è scattata la distribuzione gratuita a residenti e visitatori accorsi per la prima festa dell'anno dell'Astigiano. Un gesto che affonda le radici in un atto notarile del 1200 e che ancora oggi mantiene intatto il suo scopo benefico: niente biglietti, solo offerte libere.

Il ricavato raccolto durante la giornata ha già una destinazione precisa. I fondi saranno devoluti al progetto "Pulmino Amico" dell'associazione ASTRO, per il trasporto sociale gratuito dei pazienti, e alla mensa sociale di corso Genova gestita dalle Suore della Pietà. La festa dij faseu si è chiusa dunque confermando quel legame indissolubile tra cibo, storia e aiuto al prossimo.

Redazione