News | 16 gennaio 2026

Nizza, alberghi in piena ripresa: occupazione all’80% e boom del mercato americano

Secondo i dati UMIH, il 2025 si chiude con risultati record per l’hôtellerie della Costa Azzurra e il 2026 si annuncia altrettanto promettente, soprattutto per il segmento di lusso

Nizza consolida nel 2025 il proprio ruolo di capitale turistica della Costa Azzurra, registrando una delle migliori performance alberghiere degli ultimi anni. I dati diffusi dall’Unione dei mestieri e delle industrie dell’hôtellerie (UMIH) delineano un bilancio decisamente positivo e prospettive incoraggianti per il 2026.

Nel corso dell’anno appena concluso, il tasso medio di occupazione alberghiera si è attestato intorno all’80% considerando tutte le categorie, con un incremento di tre punti percentuali rispetto al 2024.

Parallelamente, il prezzo medio per camera è cresciuto del 4%, contribuendo a una progressione complessiva del mercato del 7%, un risultato superiore a quello registrato da altre grandi destinazioni urbane francesi.



Alla base di questa dinamica favorevole vi è innanzitutto l’ampliamento dell’offerta ricettiva: negli ultimi anni Nizza ha visto l’aggiunta di circa 3.000 nuove camere, che si sono sommate alle 10.000 già esistenti grazie all’apertura di nuove strutture in quartieri strategici e a importanti progetti di riqualificazione alberghiera.

Un’espansione che ha rafforzato la capacità di accoglienza della città senza intaccarne l’attrattività.

Un ruolo chiave è stato svolto anche dalla crescita della clientela statunitense, favorita dall’attivazione di numerosi voli diretti tra Nizza e le principali città degli Stati Uniti. A questo si aggiungono le attività di promozione internazionale e il peso strategico dell’aeroporto di Nizza, secondo in Francia solo a Parigi per volume di passeggeri.

L’impatto economico del turismo resta significativo: la spesa giornaliera, escluso l’alloggio, si mantiene elevata soprattutto per i visitatori americani e per il turismo d’affari, contribuendo in modo sostanziale all’economia locale.

Molto positivi anche i risultati delle festività di fine anno, con un tasso di occupazione vicino al 90% tra il 25 dicembre e il 5 gennaio. Un segnale che conferma il ritorno di una clientela considerata di alta qualità e particolarmente affezionata alla destinazione.

Guardando al 2026, l’inizio dell’anno appare più prudente, soprattutto sul fronte del turismo d’affari, risentendo del contesto economico nazionale. Tuttavia, eventi di richiamo come il Carnevale di Nizza e grandi congressi già programmati sostengono le previsioni.

Le aspettative per l’estate restano molto elevate, in particolare per gli hotel a cinque stelle, trainati ancora una volta dalla domanda internazionale, con il mercato americano in prima linea.


 

Beppe Tassone