Eventi | 26 gennaio 2026

Sanremo, al Villaggio dei Fiori un viaggio nel Festival tra storia, musica e cucina d’autore

Dalla presentazione del libro Sanremo Story di Claudio Porchia alla cena-spettacolo ispirata ai grandi interpreti. Un doppio appuntamento tra memoria, aneddoti e sapori firmati dagli chef Ottonello e Sartor

Il Villaggio dei Fiori di Sanremo propone un doppio appuntamento dedicato al Festival della Canzone Italiana, intrecciando racconto storico e esperienza gastronomica.

Sabato 21 febbraio alle ore 17.30 è in programma la presentazione del libro Sanremo Story di Claudio Porchia, con prefazione di Bruno Gambarotta e immagini tratte dallo storico archivio fotografico Moreschi. Un volume che ripercorre, con taglio curioso e divulgativo, i primi 25 anni del Festival, dal 1951 al 1976, quando la manifestazione era ospitata al Casinò di Sanremo. Attraverso testi, fotografie in bianco e nero e disegni del cartoonist Tiziano Riverso, il libro restituisce il clima di un’epoca che ha segnato non solo la storia della canzone italiana, ma anche il costume e l’immaginario del Paese.

Alle ore 20.00, il racconto prosegue a tavola. Il Festival “scende dal palco” e diventa cena, non come semplice evento televisivo, ma come fenomeno culturale capace di attraversare decenni, mode, stili di vita e anche modi di mangiare. Perché Sanremo, fin dalle sue origini, non è stato solo musica: è stato alberghi pieni, sale da pranzo illuminate fino a tarda sera, tavolini apparecchiati dopo le prove, cene condivise tra artisti, giornalisti e pubblico.

Il menù della serata, firmato dagli chef Flavio Ottonello e Sergio Sartor, è un viaggio gastronomico tra canzoni e interpreti che hanno segnato la storia del Festival. Non piatti biografici o citazioni letterali, ma preparazioni capaci di evocare atmosfere, consuetudini e linguaggi culinari di epoche diverse. Un racconto in quattro portate, in cui cucina e memoria procedono insieme, accompagnato dallo storytelling di Claudio Porchia, che presenterà i piatti intrecciando musica, costume, aneddoti e memoria gastronomica.

Il menù

Antipasto – “Papera in passerella”
Petto d’anatra confit con insalata – Nilla Pizzi mood
Un classico della cucina elegante degli anni Cinquanta riletto in chiave contemporanea. Il riferimento è a Nilla Pizzi, vincitrice del Festival 1952 con Papaveri e Papere: l’Italia del dopoguerra, sospesa tra tradizione e desiderio di rinascita.

Primo piatto – “La Zanicchi li vuole così”
Tortellini con la panna
Un omaggio a Iva Zanicchi, la “regina del Festival”. Un piatto simbolo degli anni Sessanta e Settanta, capace di unire il gusto domestico alla mondanità dei ristoranti e degli hotel sanremesi.

Secondo piatto – “Modugno dopo mezzanotte”
Roast-beef all’inglese, tra caffè e frappé
Ispirato a Musetto (1956) di Domenico Modugno, con i suoi riferimenti a una cucina internazionale ed elegante, pensata per un pubblico cosmopolita tra Riviera e grandi alberghi.

Dessert – “Il babà non si discute”
Babà maison
Dedicato a Il babà è una cosa seria interpretato da Marisa Laurito. Un dolce teatrale e popolare che chiude la serata ricordando come, a Sanremo, anche la leggerezza sia sempre stata una cosa molto seria.

Costo della serata: 35 euro a persona, bevande escluse.

Il ristorante è aperto a tutti, non solo agli ospiti della struttura.

Info e prenotazioni: 380 8686215
Villaggio dei Fiori – Via Tiro a Volo 3, Sanremo
Mail: info@villaggiodeifiori.it – Sito: www.villaggiodeifiori.it

Redazione