Al ristorante Mama Gina di Cermenate la cucina ha fatto molto più che servire piatti: ha costruito un racconto. “La Giubiana del Carnaroli”, serata firmata Smart Family Connection, ha inaugurato il nuovo ciclo di appuntamenti con una cena dedicata al riso più iconico della cucina italiana, il Carnaroli Selezione Isos, registrando una partecipazione calorosa e un’attenzione rara, fatta di ascolto, curiosità e reale coinvolgimento.

Un avvio promettente per un programma che unisce gastronomia, divulgazione e territorio, trasformando la cena in uno spazio di incontro e di condivisione. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, riempiendo la sala e seguendo con interesse ogni passaggio del racconto che ha accompagnato i piatti.

A dare spessore e autorevolezza alla serata sono state due presenze centrali. Da un lato Andrea Bianchi, produttore del Riso Carnaroli Selezione Isos, voce diretta della filiera agricola, capace di raccontare il lavoro nei campi, le scelte varietali, il valore dell’acqua e del tempo. Dall’altro Claudio Porchia, giornalista enogastronomico, che ha costruito uno storytelling avvolgente, intrecciando storia, simboli e cultura del riso con i piatti in arrivo dalla cucina.

La serata di Cermenate si inserisce in un tour nazionale che celebra gli 80 anni del Carnaroli, un viaggio che vedi impegnati Bianche e Porchia e sta attraversando diverse città italiane raccogliendo grande interesse proprio per il suo approccio narrativo e partecipativo. Qui, a Mama Gina, il racconto è partito dalla leggenda del riso alla Giubiana – simbolo di abbondanza e di comunità – per arrivare alla simbologia universale del riso come alimento che unisce i popoli, fino ai segreti dei grandi chef che hanno fatto del risotto un piatto d’autore.

Accanto a Bianchi e Porchia è stato molto apprezzato anche l’intervento del medico nutrizionista ed endocrinologo Marco Missaglia, che ha offerto una chiave di lettura scientifica e culturale sul rapporto tra riso, alimentazione e benessere, rafforzando l’idea di una cucina non solo buona, ma anche consapevole.

Il menù firmato dallo chef resident Massimiliano Nigro ha seguito questo filo narrativo con coerenza, costruendo un piccolo viaggio nella cucina lombarda in cui il Carnaroli è stato protagonista assoluto.

L’apertura con un riso al salto croccante accompagnato da una vellutata spuma di Parmigiano Reggiano ha giocato su consistenze e profondità.

Sono seguiti due risotti di grande personalità: il Risotto alla Giubiana con salsiccia e zafferano, omaggio diretto alla tradizione,

e il Risotto al mirtillo e porcini, che ha portato nel piatto i profumi del bosco.

In chiusura, una torta di riso dolce ha richiamato i sapori di casa e i ricordi dell’infanzia.
Attorno a questi piatti si è ricreato un gesto antico: quello del mangiare insieme come atto di relazione. Non solo consumo, ma partecipazione. Non solo gusto, ma senso. “La Giubiana del Carnaroli” ha dimostrato che una serata gastronomica può diventare un vero momento culturale, capace di unire racconto, territorio e comunità.

Grande soddisfazione è stata espressa da tutto lo staff del ristorante e dalla direzione dell’Hotel Gardenia: un esordio riuscito che apre nel migliore dei modi un ciclo di serate destinate a proseguire nel segno della qualità, della narrazione e del piacere di stare a tavola insieme.























Marina Salvetto



