Alle Macine del Confluente ha debuttato “La tavola del Confluente – La cucina come racconto”, un ciclo di quattro serate pensate non come semplici cene a tema, ma come capitoli di un percorso che lega prodotto, territorio e identità. Il primo appuntamento è stato dedicato al riso Carnaroli, che celebra l’80° anniversario. Protagonista il Carnaroli “Selezione Isos”, interpretato dallo chef Giancarlo Borgo come ingrediente strutturale, capace di attraversare tecniche e consistenze diverse. Non un contorno, ma una presenza costante e riconoscibile lungo l’intero menù.

A guidare la narrazione della serata il giornalista Claudio Porchia, affiancato dal produttore Andrea Bianchi, custode della Selezione Isos. Tra cenni storici, simbologia del chicco e approfondimenti sulla coltivazione, il riso è stato restituito alla sua centralità gastronomica, raccontato come materia viva prima ancora che come ingrediente.

L’esperienza si è aperta con una degustazione in purezza, per apprezzare struttura e qualità del chicco,

seguita da un tris di antipasti: chips di riso croccanti con tartare di salmone e burrata, rösti ai carciofi di Sanremo con cipolla caramellata e involtino in foglia di vite fermentata.

Il risotto alla zucca, giocato su due consistenze e sostenuto dal contrasto sapido del guanciale, ha rappresentato il cuore tecnico della serata.

A seguire, cappello da prete brasato con crema di riso e patate duchesse al topinambur.

In chiusura, un millefoglie con crema aromatizzata al riso, mascarpone e frutti rossi, a dimostrazione della versatilità del Carnaroli, capace di accompagnare l’intero percorso fino al dessert.
Il pubblico ha risposto con attenzione e applausi, apprezzando la formula che trasforma ogni cena in un racconto, dove la materia prima diventa occasione per esplorare identità e memoria. Presente alla serata anche la presidente nazionale delle Lady Chef, Alessandra Baruzzi arrivata a Sanremo per guidare le 150 chef dell'associazione impegnate al Festival di Sanremo.

Il prossimo appuntamento, venerdì 27 marzo, cambierà ingrediente ma non approccio narrativo. Tema della serata: stoccafisso e baccalà, due identità dello stesso merluzzo, separate dai metodi di conservazione e unite da secoli di storia tra Nord Europa e Mediterraneo. Il menù si aprirà con la frittella di baccalà affiancata a un amuse-bouche di stoccafisso. Seguiranno brandacujun ligure, insalata mediterranea di baccalà con pomodori secchi, pinoli e olive taggiasche e un trancio in crosta. Il primo sarà un raviolo “30 tuorli” ripieno di baccalà con gocce di prezzemolo e aglio nero. Cuore della serata, il “Duo di Merluzzo”: baccalà accostato ai Fagioli Bianchi di Badalucco (Presìdio Slow Food) e stoccafisso interpretato secondo la visione personale dello chef. Dessert finale a completare il percorso.
La rassegna proseguirà venerdì 17 aprile con “Valle Argentina in tavola: dispensa, orto e bosco”, dedicata ai prodotti identitari dell’entroterra – olio e olive taggiasche, formaggi, miele, ortaggi ed erbe spontanee – e venerdì 22 maggio con una serata sui fiori eduli, interpretati come ingredienti gastronomici e non semplici elementi decorativi.
Ogni serata prevede un menù dedicato, costruito in base alla stagionalità e alla disponibilità delle materie prime, con possibilità di abbinamento ai vini del territorio.
Il costo è di 40 euro a persona, bevande escluse.
La Locanda le Macine del Confluente è un Ristorante della Tavolozza si trova a Badalucco in località Oxentina.
Informazioni e prenotazioni: tel. 0184 407018
www.lemacinedelconfluente.com
info@macine.eu





















Marina Salvetto



