Un appuntamento che, anno dopo anno, ha costruito un’identità precisa: quella di una festa gastronomica che unisce competizione, racconto del territorio e impegno solidale.
Non è una sagra, e non è soltanto una gara. Il Palio è una sfida tra ristoratori dell’Oltrepò Pavese, chiamati a confrontarsi su uno dei piatti più rappresentativi della tradizione: l’agnolotto.
Ogni cucina porta la propria interpretazione, frutto di tecnica, memoria e sensibilità. A giudicarle non sarà solo il pubblico, ma anche una giuria tecnica composta da chef e professionisti, spesso provenienti anche da altri territori, a testimoniare l’interesse crescente intorno a questa iniziativa. Ma ciò che emerge, più ancora della competizione, è il valore del racconto: ogni piatto diventa espressione di un territorio, di una storia, di un modo di intendere la cucina.
Il Palio dell’Agnolotto è anche un viaggio nel gusto dell’Oltrepò Pavese. Accanto agli agnolotti, il pubblico potrà scoprire prodotti e sapori locali: salumi DOP, pane dei grani del territorio, vini delle cantine dell’Oltrepò, fino ai dolci delle pasticcerie artigianali, tra tradizione e nuove generazioni. La serata si costruisce come un’esperienza completa: degustazioni, musica, animazione, la presenza degli studenti delle scuole alberghiere, chiamati a contribuire con il loro lavoro e la loro formazione. Una dimensione collettiva in cui la cucina diventa linguaggio condiviso.
C’è però un elemento che attraversa tutto il Palio, dando senso all’intera manifestazione: la solidarietà. L’iniziativa sostiene infatti il progetto “Chicco per Emdibir”, dedicato allo sviluppo rurale ed educativo in Etiopia, con l’obiettivo di migliorare l’alimentazione di bambini e famiglie in condizioni di fragilità. In questo contesto, la cucina assume un significato ulteriore: non solo espressione culturale, ma strumento concreto di aiuto e partecipazione.
Il Palio dell’Agnolotto racconta anche un territorio che si muove. Un territorio che investe sulla qualità, sulla sostenibilità, sulla valorizzazione dei giovani e delle competenze. Non è solo una giornata di festa, ma un progetto che tiene insieme ristorazione, accoglienza, agricoltura e cultura gastronomica, in una visione condivisa. Un appuntamento da segnare
Il 26 aprile 2026 non sarà soltanto una data, ma un momento in cui il gusto diventerà racconto, e il racconto si farà comunità. Perché, in fondo, è proprio questo che accade quando la cucina incontra il territorio:
non si limita a nutrire, ma costruisce relazioni, memoria e futuro.
Info: paliodellagnolotto.it
telefono 347 075 5726



Claudio Porchia



