Vini | 08 maggio 2026

IOLEI: l'anima della famiglia Puddu nel cuore del Nepente

Dall’elogio dannunziano all’opera di una cantina che traduce il vigore del territorio di Oliena in un’eccellenza vitivinicola.

"Non conoscete il Nepente di Oliena neppure per fama? Ahi, lasso! Io son certo che, se ne beveste un sorso, non vorreste mai più dipartirvi dalle bianche rupi e scegliereste per vostro rifugio una di quelle grotte di fate che i Sardi chiamano Domos de Janas."Gabriele D’Annunzio, Lettera a Hans Barth, 1909

Scrive così il Vate durante il suo viaggio in Sardegna con Edoardo Scarfoglio e Cesare Pascarella, rivolgendosi all’amico scrittore e giornalista tedesco, acuto osservatore della cultura enoica, delineando l’anima di quello che chiamava "su vinu de Ulliana", immaginando che chiunque lo incontrasse desiderasse restare tra i marmi candidi del Corrasi, scegliendo come dimora una Domus de Janas, le antiche tombe ipogeiche sospese tra l'incanto e il vigore dei sensi.

In questo sfondo, a breve distanza da Nuoro e ai piedi del Monte Corrasi – la cima più alta del Supramonte (1463 m) – la famiglia Puddu ha dato vita a Iolei poco più di dieci anni fa. Antonio con la moglie Simona, i genitori Salvatore e Luisa, e le sorelle Chiara e Sara, portano avanti una tradizione giunta alla terza generazione. Dalle iniziali 200 bottiglie della vendemmia 2011, la produzione ha oggi raggiunto le 60.000 unità, mantenendo una scala che consenta una vigilanza costante su ogni passaggio. Gli otto ettari vitati beneficiano di pareti fogliari vigorose e marcate escursioni termiche estive, con variazioni tra i 38 e i 15 gradi che incidano sull'equilibrio tra maturazione e freschezza.

Il nome Iolei richiama gli Iliensi, popolazione nuragica del II millennio a.C. nota per la fiera resistenza tra Ogliastra e Barbagia. L'insediamento del Cannonau a Oliena trova fondamento nel Cinquecento con i Frati Minori di San Francesco da Paola (ordine mendicante guidato dai principi di umiltà e penitenza) che introdussero le prime diecimila piante. Un secolo dopo, i Gesuiti (ordine religioso maschile fondato da Ignazio di Loyola con finalità missionarie) ne potenziarono la diffusione, fissando una vocazione agricola che tuttora definisce il profilo delle vallate tra monte e fiume.

Oggi si svela in una scomposizione più intima: un Io, la famiglia, e un Lei, che si fa di volta in volta vite, terra e accoglienza. In questa sintesi si rintraccia una continuità antropologica che attraversa le epoche; il suono del nome suggerisce un dialogo tra la materia del paesaggio e la dimensione di chi lo abita. Il progetto focalizza la propria ricerca sul Nepente di Oliena, (da disciplinare limitato e rigoroso con produzione esclusivamente sul territorio di Oliena e in parte Orgosolo): un Cannonau dal carattere deciso le cui doti derivino dalla perizia storica dei vignaioli locali. Accanto ad esso, il Vermentino permette che ogni sorso restituisca la stratificazione dei suoli calcareo-granitici considerata la zona di contatto geologico rara e preziosa.

Da queste premesse scaturisce una gamma di vini prodotti dall’azienda che unisce il rigore tecnico alla semplicità del modo di amare questa terra. La volontà della famiglia si esprime nell’intervenire il meno possibile in cantina, privilegiando contenitori in acciaio e cemento appena acquisiti, con un uso estremamente ridotto del legno per preservare il frutto del suolo. Altra sensibilità si intreccia nelle etichette (sia di rossi che di bianchi) che sintetizzano il lavoro della famiglia Puddu ovvero l’arte contemporanea: grazie al contributo di artisti legati al territorio, sono riusciti egregiamente a trasmettere in ogni etichetta un frammento autentico di identità sarda. Iolei costruisce un percorso in cui memoria storica, paesaggio e linguaggi odierni convivano coerentemente, offrendo una lettura del Nepente di Oliena che rimanga ancorata alle radici e, allo stesso tempo, si apra a nuove forme espressive.

Iolei Cannonau di Sardegna Doc 2024 si presenta con un rosso rubino dai riflessi violacei, luminoso e compatto, mentre il profilo olfattivo richiama ciliegia, succo di granata, alloro fresco, mirto e chiodi di garofano, con una lieve speziatura di pepe in chiusura.
Primogenito dell’azienda e sintesi del progetto, nasce da uve 100% Cannonau selezionate e raccolte a mano nella prima decade di ottobre, allevate a Guyot. Al palato esprime una buona acidità, uno sviluppo avvolgente ed equilibrato e una trama tannica presente, con ritorni coerenti tra naso e gusto. L’etichetta accoglie un’opera di Sara Bachman, in cui una figura legata al costume tradizionale di Oliena rafforza il legame tra identità visiva e contenuto.

Vostè Nepente di Oliena Cannonau di Sardegna Doc 2024 mostra un rosso rubino vivace, con un naso diretto su ciliegia, mora e lampone, arricchito da richiami di mirto e macchia mediterranea, mentre il sorso si distende con morbidezza e persistenza.
Ottenuto da uve 100% Cannonau allevate ad alberello a cordone speronato, offre un tannino setoso ed elegante e una coerenza gustativa che accompagna con continuità l’intera degustazione. Il nome, forma di cortesia della lingua sarda, esprime rispetto nei confronti del Nepente e della sua storia.

Liju Nepente di Oliena Cannonau di Sardegna Doc 2024, senza solfiti aggiunti, si distingue per un rosso rubino intenso e profondo e per un profilo olfattivo che unisce note floreali delicate a frutta rossa fresca, mirtilli selvatici, frutti di bosco e prugna sotto spirito. Il palato si sviluppa con equilibrio e chiude con una morbidezza persistente che lascia una sensazione continua e pulita
“Liju”, termine sardo che richiama una tessitura liscia, introduce un vino dalla finezza aromatica e dalla progressione armonica.

Hospes Nepente di Oliena Riserva Doc 2023 è rosso rubino intenso e un profilo olfattivo ampio, in cui emergono frutta rossa matura, liquirizia e vaniglia, seguiti da macchia mediterranea e una tostatura ben integrata. In bocca evidenzia struttura, tannino presente ed equilibrio tra componente alcolica e acidità. Il nome richiama l’ospitalità offerta a D’Annunzio e ai suoi compagni durante il soggiorno a Oliena. L’etichetta porta la firma di Luca Mura, artista olianese che sviluppa la propria ricerca a partire dal mosaico, trasformando frammenti in immagini capaci di mettere in relazione spazio, tempo e identità; il suo percorso, tra manualità e linguaggio contemporaneo, lo ha condotto a esporre in diverse città italiane e all’estero, fino a Londra.

      Fulvio Tonello