News | 02 ottobre 2021

Come sono cambiate le abitudini alimentari degli italiani dopo la pandemia

Si cucina di più in casa, più attenzione alla qualità ed ai prezzi degli alimenti e meno sprechi

Come sono cambiate le abitudini alimentari degli italiani dopo la pandemia

È stata presentata in occasione della sesta edizione del Festival del Giornalismo Alimentare, la ricerca di “Altroconsumo” che ha analizzato “Le nuove abitudini alimentari che rimarranno dopo la pandemia”.

È stata effettuata nel periodo compreso tra il 9 e il 15 settembre 2021 attraverso un questionario online, su un campione di consumatori di età compresa tra i 25 e i 79 anni di età, rappresentativo della popolazione per quanto riguarda sesso, età ed area geografica.

Dopo il lockdown e dopo il momento più duro della pandemia, in questo periodo di lenta ripartenza emerge infatti come alcune abitudini siano ormai diventate consuetudine e destinate a consolidarsi anche dopo la pandemia.

Dall’indagine, presentata dal direttore di Altroconsumo Alessandro Sessa, risulta che il 23% degli italiani cucina più spesso a casa rispetto al periodo pre-pandemico.

Anche le modalità di acquisto del cibo sono sensibilmente modificate, andando in due diverse direzioni all’apparenza antitetiche: secondo l’indagine gli acquisti online sono cresciuti del 14% mentre gli acquisti nei negozi di vicinato sono aumentati di ben il 19%.

Abitudini nate durante il lockdown, che ha inevitabilmente accelerato la digitalizzazione, e che oggi sembrano essersi assestate, forse anche per un ingiustificato timore di non trovare prodotti nella GDO.

Un altro dato interessante riguarda lo spreco di cibo: secondo l’indagine le persone che sprecano cibo rispetto al pre-pandemia sono scese del 17%, a dimostrazione di una maggior sensibilità nei confronti dell’ambiente rispetto a prima.

Al momento degli acquisti, inoltre, l’attenzione verso i prezzi è cresciuta del 17%, verso la salubrità dei prodotti del 19% e verso la loro sostenibilità del 30%.

Uguale sensibilità viene mostrata verso gli alimenti prodotti localmente con una crescita del 27%.

 

 

Redazione

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