News | 08 ottobre 2021

Pieve di Teco: Cascina Nirasca festeggia la fine della vendemmia con una grande festa

L'ottimo vino della cantina e i gustosi piatti dello chef Sergio Verrando gli ingredienti del successo del tradizionale pranzo dei vignaioli che segna la fine della raccolta delle uve

Pieve di Teco:  Cascina Nirasca festeggia la fine della vendemmia con una grande festa

Per la vendemmia che sta terminando in tutta la Liguria, le previsioni degli esperti segnalano una flessione del 10% rispetto all’anno scorso. Ma anche se la raccolta delle uve è iniziata in ritardo, la qualità dei vini del Ponente ligure dovrebbe mantenere una buona gradazione e un quadro aromatico di grande interesse.

Fra i viticoltori, come Maglio Gabriele e Temesio Marco, che hanno puntato sulla qualità dei vini e non sulla quantità, si respira un’atmosfera di ottimismo per i risultati di questa vendemmia.

Hanno concluso nei giorni scorsi la vendemmia dell’azienda Nirasca, che gestiscono con passione insieme da oltre 20 anni. La raccolta si è svolta come sempre rigorosamente a mano nei vigneti circostanti la cascina e si è conclusa con una festa, che ha riunito a pranzo vignaioli e affezionati clienti. Dopo tanto tempo passato a sforbiciare, a portare le uve in cantina per derasparle e pigiarle e metterle a fermentare, la tradizione di questa azienda vuole che si dimentichi la grande fatica della vendemmia con un ottimo pranzo.

La vendemmia per Cascina Nirasca non è soltanto la raccolta delle uve e l’avvio del processo di vinificazione, ma anche il gusto ed il piacere di condividere un pasto tutti insieme. Qui si fa da sempre così e c’è l’impegno a mantenere nel tempo questa tradizione. Non aspettatevi un pranzo pantagruelico da 20 portate, ma nemmeno una semplice merenda con salumi e formaggio accompagnati da ottimi vini. Il pranzo di fine vendemmia da 10 anni è curato dallo chef Sergio Verrando e da tutto lo staff del Ristorante dei Pescatori da Antonio di Vallecrosia.

Un pranzo ricco e gustoso, a base di pesce come nella tradizione del ristorante: deliziose focacce e torta verde; humus di ceci prima dello Zemin di seppie, acciughe ripiene e calamarata di totanetti, un vero capolavoro. Infine un Baccalà alla nizzarda alla maniera di Sergio con patate, zafferano e profumi dell’entroterra, da lasciare tutti senza parole. E per finire focaccia dolce e i tradizionali “gobeletti”.  

Piatti che si sono abbinati perfettamente ai vini della cantina, Pigato, Vermentino, Rossese e Ormeasco, ovviamente delle precedenti vendemmie. Una lunga tavola ha accolto vignaioli e ospiti, il servizio semplice, ma curato, piatti squisiti che a distanza dal mare hanno acquistato un profumo e un sapore particolare.

Anche chi non ha partecipato alla raccolta ha potuto respirare il profumo delle uve appena raccolte insieme ai sentori delle raspe e vinacce, che attendono di essere smaltite, insieme al caratteristico “'aspro odor de i vini” che va a rallegrare gli animi come cantava Carducci nella sua celebre “San Martino”. Per uno scherzo del destino la festa della vendemmia a Cascina Nirasca si è svolta dopo il passaggio di una perturbazione che ha tenuto l’intera provincia in apprensione, regalando ai partecipanti al pranzo anche l’emozione della “nebbia agli irti colli” del primo verso della poesia, che in molti hanno studiato a memoria a scuola.

I vignaioli, dopo i giorni dedicati alla raccolta, si sono potuti concedere finalmente un pranzo gourmet, armati di posate, hanno condivso con gli amici la gioia della vendemmia fra mille parole e risate, favorite dal vino. E soprattutto dimenticando la grande fatica e il silenzio della vigna, che si prepara ora al meritato riposo invernale. Ora inizia il lavoro in cantina e l’enologo diventa il principale protagonista.

Il padrone di casa Marco Temesio al termine della festa ha commentato: “questa annata si annuncia di qualità e per questo siamo fiduciosi. Dopo il lockdown abbiamo ripreso a vendere i nostri vini con ottimi risultati. Abbiamo recuperato e quasi del tutto esaurito le nostre riserve in cantina. Affrontiamo questo momento di ripartenza con un discreto ottimismo”

 

Claudio Porchia

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