Cibo | 21 maggio 2026

Il peperone di Voghera raccontato da Teresio Nardi: biodiversità, territorio e memoria agricola in un video-intervista

Il vicepresidente di Slow Food Oltrepò Pavese spiega caratteristiche e valore di una varietà storica tornata protagonista grazie al lavoro di recupero e tutela del territorio

Dietro un ortaggio tradizionale spesso si nasconde molto più di una semplice coltivazione. Ci sono memoria agricola, biodiversità, identità territoriale e il lavoro di chi, negli anni, ha scelto di salvare varietà che rischiavano di scomparire. È il caso del Peperone di Voghera, protagonista del video-intervista in cui il giornalista Claudio Porchia dialoga con Teresio Nardi, vicepresidente di Slow Food Oltrepò Pavese.

Nel video, disponibile su Facebook, Nardi racconta il lungo percorso di recupero di una delle varietà orticole più rappresentative dell’Oltrepò Pavese, oggi diventata anche Presidio Slow Food grazie al lavoro congiunto di produttori, associazioni e territorio. 

Il Peperone di Voghera si distingue per caratteristiche molto particolari: colore chiaro tendente al giallo in maturazione, polpa sottile, basso contenuto di acqua, elevata dolcezza e straordinaria digeribilità. Una varietà che per decenni aveva avuto una diffusione importante anche fuori dal territorio pavese, prima di conoscere una progressiva scomparsa. 

Nel corso dell’intervista, Teresio Nardi sottolinea come il recupero delle sementi tradizionali non rappresenti soltanto un’operazione nostalgica, ma una scelta concreta di tutela della biodiversità agricola locale. Slow Food Oltrepò Pavese lavora infatti da anni sulla valorizzazione delle produzioni identitarie del territorio, promuovendo filiere sostenibili e il recupero di prodotti storici legati alla cultura contadina.

Particolarmente interessante è il racconto delle qualità gastronomiche del peperone: il gusto dolce, la consistenza poco acquosa e la versatilità in cucina lo rendono adatto sia al consumo crudo sia alle preparazioni tradizionali dell’Oltrepò, dai risotti alle conserve fino agli utilizzi contemporanei nella ristorazione. 

Il video diventa così non soltanto un approfondimento su un prodotto agricolo, ma anche una riflessione più ampia sul rapporto tra territorio, agricoltura e cultura gastronomica. Un patrimonio che rischia spesso di andare perduto e che invece può diventare elemento distintivo per il futuro delle produzioni locali.

Il reel completo è disponibile qui

Claudio Porchia